Pietro Germi, un vuoto incolmabile

Pietro Germi, un vuoto incolmabile
Quarant’anni fa, il 5 dicembre del 1974, moriva uno dei più significativi protagonisti del cinema italiano. Pietro Germi, genovese, classe 1914, si era imposto con veri e propri capolavori come “In nome delle legge” (1948), “Il cammino della speranza” (1950), “Il ferroviere” (1956), “Divorzio all’italiana” (1961) e “Sedotta e abbandonata” (1964). Questi film hanno raccontato in modo personale, originale e realistico un pezzo importante della storia recente del nostro Paese che usciva semidistrutto e umiliato dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto un premio Oscar per “Divorzio all’italiana”, il Gran Premio della giuria al Festival di Berlino per “Il cammino della speranza”, due premi al festival di Cannes, due David di Donatello e nove nastri d’argento. Pietro Germi è stato un protagonista assoluto della commedia e del neorealismo; le sue pellicole hanno contribuito in maniera determinante alla maturazione del cinema italiano dal dopoguerra in poi. In occasione dei quarant’anni della sua morte appare necessario una testimonianza e un ricordo delle sue opere e del suo profilo umano e artistico.
Il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale lo ricorda come uno dei suoi allievi più prestigiosi e brillanti. La Cineteca Nazionale organizza un convegno di due giorni presso la sede di via Tuscolana 1524  per ricordare il regista, e un’altra giornata di studi in collaborazione con l’Università degli studi di Genova (11 dicembre), nella sua città natale. Germi è uno dei registi italiani più conosciuti e amati nel mondo, autore di grandi successi internazionali e vincitore tra l’altro della Palma d’oro a Cannes (“Signore & signori”). I maggiori studiosi italiani faranno il punto sul cinema di Pietro Germi, leggendone il legame con il neorealismo e la commedia all italiana, con la sinistra e il mondo cattolico, con i generi dal western al noir al melo’. Si ripercorreranno tra l’altro i rapporti con le fonti letterarie, l’interesse per il Sud e per l’evoluzione della famiglia italiana, ma anche la peculiare fisionomia dell’attore Germi in film propri e altrui. Il grande cineasta è celebrato anche da amici, registi e critici: i figli, l’aiuto regista Francesco Massaro, l’attore Lando Buzzanca e Carlo Verdone. Nell’occasione verranno mostrati alcuni rarissimi documenti filmati (provini,trailer, tagli di censura) e cartacei (sceneggiature) e fotografici conservati negli archivi della Biblioteca Luigi Chiarini e della Cineteca Nazionale.
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