Palestina: contrasti sui risultati dell’autopsia sul corpo del ministro Abu Ein. I funerali a Ramallah

Palestina: contrasti sui risultati dell’autopsia sul corpo del ministro Abu Ein. I funerali a Ramallah

Le autorità palestinesi accusano Israele di essere responsabile della morte del ministro Ziad Abu Ein, colpito da un poliziotto di frontiera nel corso delle proteste nella West Bank, mercoledì. Il ministro palestinese agli Affari Civili Hussein al-Sheikh ha sostenuto, alla radio Voice of Palestine, che l’esame autoptico dimostra che Abu Ein è morto dopo essere stato colpito al collo e dopo aver ingerito gas lacrimogeno letale. Ha accusato Israele della responsabilità della morte del ministro.

Fonti mediche israeliane hanno detto che l’autopsia ha rilevato che la causa primaria della morte è stata invece un infarto causato dallo stress, evidentemente determinato dal colpo al collo subito da Abu Ein e inferto dal poliziotto, evento che è stato ripreso dalle telecamere, e mandato in Rete. La fonte medica ha aggiunto che il cuore di Abu Ein versava già un gravi condizioni ed era ad elevato rischio per precedenti gravi condizioni di salute, tra le quali un’aterosclerosi grave.

L’autopsia è stata effettuata mercoledì in tarda serata. L’Autorità Palestinese ha accettato che un patologo israeliano partecipasse all’autopsia, alla quale erano presenti anche alcuni patologi giordani. Le fonti israeliane affermano che la diagnosi di infarto causato da stress è confermata anche dai patologi giordani, in virtù del rilevamento di perdite ematiche dai muscoli del collo di Abu Ein e al di sotto dell’aorta, prima della morte – effetto comune dello stress. Sono state rilevate perdite di sangue nelle gengive, nella lingua e nell’area della mandibola, che però potrebbero essere state provocate dai tentativi di rianimazione.

Il generale israeliano Nimrod Shefer, uno dei capi dell’esercito israeliano, ha espresso giovedì il rammarico per la morte del ministro. “Pensiamo che nessuno debba morire durante una protesta. Stiamo interrogando ogni soldato che era presente sul luogo”, ha aggiunto. “Questa è la nostra responsabilità. Riteniamo il coordinamento della sicurezza come estremamente importante per entrambe le parti, e faremo ciò che è necessario per mantenerlo”, ha concluso.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato tre giorni di lutto nazionale ed ha bloccato ogni contatto e ogni coordinamento per la sicurezza con Israele. Abu Ein è stato sepolto giovedì con gli onori che il popolo palestinese ha decretato per un membro del suo governo. Migliaia di palestinesi hanno partecipato al suo funerale, per le vie di Ramallah. “Ai palestinesi è stato chiesto, da parte di americani ed europei”, ha detto accompagnando il feretro Khalil Itmazi, dirigente di al-Fatah, “di trasformare la loro causa in una causa popolare e pacifica. Lo abbiamo fatto ma in cambio non abbiamo avuto né pace né stabilità”. Ed ha aggiunto amaramente: “non ci resta che liquidare l’Autorità Palestinese e mettere l’occupazione sotto il controllo israeliano”.

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