Il mito dei Nirvana a Milano

Il mito dei Nirvana a Milano
Sono stati una delle novità più fulgide del rock statunitense degli anni ’90. In sette anni di attività hanno raggiunto una notevole popolarità vendendo oltre 75 milioni di copie pur avendo inciso solo tre album in studio, tre dal vivo e tre raccolte. Un risultato molto significativo per un gruppo segnato sin dall’inizio dalla travagliata esistenza del leader Kurt Cobain, morto suicida l’8 aprile del 1994. Nella brevità della loro carriera i Nirvana hanno comunque dato un rilevante contributo all’evoluzione del rock, creando le basi del grunge (una sorta di evoluzione dell’heavy metal e del punk-rock) che ebbe molto successo anche nel decennio successivo. I Nirvana sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2014, il primo anno in cui la band era eleggibile; la biografia del museo della band afferma che il gruppo “ha iniziato una rivoluzione del rock” e “rimanendo con un’influenza duratura e una sfida”, prima di dichiarare “la prova che la giusta band con il rumore giusto può cambiare il mondo”.  A venti anni dalla morte del loro leader, Kurt Cobain, è stata organizzata a Milano una mostra in omaggio a questo gruppo rock che portò una ventata di novità negli anni ’90.
Alla Fabbrica del Vapore, dal 5 dicembre al 1° marzo 2015, oltre 90 fotografie raccontano la storia dei Nirvana, dagli esordi alla scomparsa di Kurt Cobain. Nell’ambito della rassegna “Inside Music, Outside Art”, anche una mostra con le chitarre di Claudio Orciani e i quadri dipinti per Massimo Cotto dal gotha della musica internazionale.
I Nirvana restano una band importante nella recente della musica statunitense. Oggi, guardando al passato, i superstiti di quella generazione che ha cambiato le regole del rock sono ben pochi e l’immagine della band nata ad Aberdeen nel1987, a un paio d’ore da Seattle, resta lì, nel ricordare quegli anni che hanno tracciato un tratto significativo nelle generazioni di musicisti e appassionati futuri, con appena tre dischi in studio e un’iconografia inconfondibile.
Non poteva che partire da Cobain e soci la rassegna “Inside Music, Outside Art” che, dal 5 dicembre al 1° marzo 2015 alla Fabbrica del Vapore di Milano, rende omaggio alla creatività che proprio nella musica trova la sua anima più profonda, proponendo sì materiale prezioso e percorsi degni di nota, ma pure un messaggio fondamentale: il valore dell’ispirazione, dell’artigianalità, della commistione tra le arti.
Con la mostra “Nirvana: punk to people”, oltre 90 immagini dei fotografi Kevin Mazur, Charles Peterson e Kirk Weddle testimoniano la storia della band, dalla nascita alla drammatica scomparsa del leader, senza trascurare legami con altre realtà musicali contemporanee come i Pearl Jam. La rassegna si articola in varie sezioni tematiche: è possibile osservare il trio sul palco, dai primi concerti ai grandi festival, con Nirvana on stage, tuffarsi poi nella piscina resa celebre dalla copertina del disco “Nevermind”, infine, svelare il backstage del gruppo tra le immagini di Nirvana on tour dietro il palco. Accanto alle fotografie, raccolte dalla Ono Arte Contemporanea di Bologna, sarà possibile visitare una sezione interattiva, per l’ascolto di brani di “devastante rock’n’roll” (come lo ha definito la rivista New Musical Express dopo la storica esibizione al festival di Reading, in Gran Bretagna, del 1992) e la proiezione di documentari, senza trascurare l’organizzazione di laboratori con critici musicali.
Accanto alla mostra sui Nirvana, sono presenti altri due allestimenti: In My Secret Life, curato dal giornalista musicale Massimo Cotto, è un viaggio in 150 dipinti nell’universo dell’ispirazione musicale. Il critico ha infatti chiesto a diversi artisti di dedicare a lui un dipinto e il risultato di questa esplorazione si trova proprio tra le pareti della Fabbrica del Vapore, tra opere realizzate con diverse tecniche e firmate da Bob Dylan e Leonard Cohen, Johnny Cash ed Elvis Costello, Paolo Conte e Miles Davis, solo per citarne alcuni. Sono poi presenti anche otto opere di Giorgio Faletti, in quella che è una mostra itinerante cui parte del ricavato sarà destinato alla Mensa dei Poveri dei Frati Minori di Sant’Antonio.
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