Miur, studenti universitari in rivolta

Miur, studenti universitari in rivolta

Il Consiglio Nazionale Studenti Universitari si è riunito il 18 dicembre per esprimere parere obbligatorio sul decreto “Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti” . In occasione della seduta si è verificato un gravissimo episodio di inefficienza da parte del MIUR. Nonostante la data della seduta fosse stata concordata a più riprese con gli uffici competenti del Ministero e vi fossero stati numerosi solleciti nelle scorse settimane, l’istruttoria necessaria all’espressione del parere è stata inviata al Presidente del CNSU solo la sera prima della data di riunione del Consiglio. Quest’ultimo episodio è solo uno degli esempi di una persistente mancanza di collaborazione e di ascolto del MIUR verso il massimo organo di rappresentanza degli studenti universitari, che nel corso di questi anni di mandato ha prodotto numerose mozioni e proposte in merito alle quali non ha ricevuto alcuna risposta.

’Ritenaimo inaccettabile – afferma Alberto Campailla portavoce di LINK-Coordinamento Universitario – il comportamento del Ministero, che denota una totale assenza di efficienza ed una grave mancanza di considerazione degli studenti universitari, rappresentati dal CNSU.’

‘Pretendiamo che il Ministero – prosegue Campailla – rispetti le promesse che più volte sono state fatte e che costituisca immediatamente i tavoli ministeriali sull’accesso al sistema universitario e sui Livelli Essenziali delle Prestazioni.’

Serve una svolta nei rapporti tra Consiglio e Ministero – afferma Fabio Cacciapuoti gapogruppo di Studenti Independenti – LINK – che ci permetta di svolgere al meglio il nostro ruolo di rappresentanti. Il Ministero ha il dovere di evitare che situazioni simili si ripetano e deve impegnarsi a rispondere alle mozioni che il Consiglio elabora’.

Per denunciare questo vergognoso comportamento del Ministero il Consiglio ha redatto all’unanimità una lettera aperta al Ministro Giannini esplicitando i gravi problemi riscontrati in quest’anno di mandato e chiedendo con forza un cambiamento radicale nel rapporto CNSU – MIUR.

 

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