Milano. L’altra faccia della Prima alla Scala

Milano. L’altra faccia della Prima alla Scala

Dentro il Teatro alla Scala va in scena il Fidelio di Beethoven, diretto da Daniel Baremboin, nelle vie intorno, nel cuore di Milano l’altra faccia della Prima, contestazioni, tensioni, lancio di uova, petardi. I circa 1000 poliziotti schierati in asseto antisommossa, come non si erano mai visti, non hanno impedito agli antagonisti dei centri sociali, dei comitati per il diritto alla casa, ai disoccupati di urlare la loro rabbia.

La tensione è stata alle stelle dopo le 18. Quattro feriti: due carabinieri e due manifestanti tra i giovani dei centri sociali, tra via Santa Margherita e la piazza del Teatro del Piermarini. Davanti a Palazzo Marino, un gruppo di anarchici insurrezionalisti, i Carc, i comitati degli inquilini e i musicisti della banda degli ottoni.

La protesta è sopratutto contro gli sgomberi e il Jobs Act. Claudia Ferrari, una giovane  dei Carc comitato di appoggio alla resistenza comunista dice “La casa, il lavoro, l’ istruzione sono diritti conquistati dai nostri padri, c’è una parte sana dell’Italia che non vuole abbassare la testa e fa una resistenza che si dispiega ogni giorno. Le proposte devono arrivare dalla piazza  dagli studenti e dagli operai. È inutile chiedere a loro, sono là a spartirsi una torta e sono d’accordo, siamo in una situazione di guerra, è un bollettino di guerra”. ” Se si continuerà così moriremo tutti di fame” urla un altro manifestante. Davanti a Palazzo Marino anche i Cub ( unione inquilini per la casa).

“C’è un articolo nel decreto Lupi”, dice un rappresentante del comitato “che non c’entrava con il piano casa. Un decreto che andrebbe cancellato ma il governo Renzi non ha fatto che andare avanti sulla stessa strada del precedente”.

Intorno ai gruppi dei manifestanti, grandi scritte scritte “fuck Renzi, fuck politica”.  Una Prima Scaligera che ha fatto sentire una sinfonia di lotta, con meno politici in sala. Per la prima volta non c’erano né il Presidente della Repubblica né il Presidente del Consiglio. Grandi applausi per il maestro Daniel Baremboim che dà il suo addio questa sera alla Scala dopo nove anni.

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