Mafia Capitale, il Questore di Roma e il 416 bis

Mafia Capitale, il Questore di Roma e il 416 bis

“Già all’epoca della banda della Magliana non ho mai nascosto questo mio pensiero, che era una agenzia del crimine e con una stanzialità diversa e una occupazione del territorio diversa, settorializzata, con una organizzazione capillare sul territorio. In quel periodo purtroppo, anche se le sentenze si rispettano, perché sono un uomo delle istituzioni, anche se non le condivido, si meritavano un 416 bis invece gli è stato dato solo un 416”. Con queste parole il Questore Nicolò D’Angelo ha affrontato il passato ed il presente con ‘Mafia Capitale’ nel corso del tradizionale scambio degli auguri per le imminenti festività di Natale e Capodanno. In merito a quanto sostenuto dal Procuratore Giuseppe Pignatone che ha definito l’organizzazione di Mafia Capitale criminale originale e originaria, il Questore, che all’epoca svolse indagini sul gruppo criminale che infiammava la capitale, ha voluto ricordare come allora “tutti i quartieri erano occupati da elementi del gruppo criminale. Si scambiavano favori e altro con situazioni abbastanza inquietanti. Avevano anche un comportamento classico da organizzazione criminale di stampo mafioso perché tutti i reati portavano a quello: intimidazione, violenza, omicidi, estorsione, stupefacenti. Di tutto e di più”. Poi su come la Capitale riesce a trasformarsi in incubatore per piccole e grandi mafie: “Roma è stata sempre una città particolare e al centro da tutta una serie di interessi. E’ stata sempre una grande piazza di riciclaggio per le mafie così dette autoctone. Non bisogna però – ha puntualizzato il Questore – mai confondere il concetto di mafia tipo cosa nostra con l’occupazione del territorio e le alleanze”. D’Angelo ha anche fatto un preciso riferimento ad Ostia, punto di snodo di clan, famiglie ed interessi criminali: “Le indagini non finiscono mai. Si continua a lavorare, la criminalità non finisce mai. Se noi manterremo la pressione – ha concluso – e non creeremo gli spazi, di spartizioni non ce ne saranno”. Infine, in ultimo ma non ultimo, una sua valutazione sull’intera inchiesta, denominata ‘Mafia Capitale’: “Sono convinto che queste operazioni fanno bene a tutti. Ho sentito dire a qualcuno che si parla di criminali potenti. Non ci sono criminali potenti: gli arresti lo dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio. Se c’è da fare pulizia la faremo”.

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