Il Pil va sotto zero e i consumi stagnano

Il Pil va sotto zero e i consumi stagnano

Nuova sconfortante rilevazione dell’Istat sullo stato dell’economia nazionale. Insorgono Adusbef e Federconsumatori: “Persi, per la contrazione dei consumi, 78 miliardi di Euro”

Malgrado il Presidente del Consiglio, Matteo Renzo sia sempre più convito di disegnare un futuro radioso per il Belpaese, ignorando gli avvertimenti che sono alla base del buon governo, ovvero i parametri economici, anche ieri uno di questi, assolutamente incontestabile, perché non di parte, visto che è l’Istat che lo propone e lo illustra, ci disegna scenari difficili, se non addirittura drammatici per l’Italia. I consumi sono assolutamente fermi, crollano i grandi investimenti e i comparti industriali e delle costruzioni vanno giù. Questi i dati diffusi dall’Istat nella giornata di lunedì, ma che non hanno trovato grande ‘ascolto’ nei media nazionali, che hanno praticamente ‘ignorato’, o quasi, la notizia. Secondo il Rapporto dell’Istituto nazionale di statistica, nel terzo trimestre dell’anno i consumi finali nazionali hanno registrato una crescita nulla rispetto al secondo trimestre (nel dettaglio +0,1% la spesa delle famiglie residenti, -0,3% la spesa della PA), mentre gli investimenti sono scesi dell’1%. Le importazioni, si legge nelle statistiche Istat, sono diminuite dello 0,3% e le esportazioni sono aumentate dello 0,2%. Nella sostanza delle cose l’Istat rileva come l’economia italiana nel terzo trimestre dell’anno ha registrato una contrazione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Inoltre c’è da dire che nel terzo trimestre 2014 tutti i comparti dell’economia italiana hanno mancato l’obiettivo della crescita. L’Istat infatti ha registrato andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,1%), dell’industria in senso stretto (-0,6%) e delle costruzioni (-1,1%).  In una nota, Adusbef e Federconsumatori denunciano:  “Il pessimo stato del nostro sistema economico. La domanda interna è al palo: nell’ultimo triennio i consumi delle famiglie sono diminuiti del 10,7%, pari ad una contrazione sul mercato di oltre 78 miliardi di euro. Siamo di fronte all’ennesima conferma di ciò che rivendichiamo da tempo: l’urgenza di una coraggiosa ed intraprendente azione tesa a restituire potere di acquisto alle famiglie e, la strada maestra per farlo, è un piano straordinario per il rilancio dell’occupazione. È ora di eliminare categoricamente da ogni disegno del Governo qualsiasi manovra che distolga risorse da tale scopo”.
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