Anonymous attacca il sito del sindacato di Polizia Consap

Anonymous attacca il sito del sindacato di Polizia Consap

Il sito del sindacato di Polizia Consap ha subito un attacco informatico da parte degli hacker di Anonymous. “L’aggressione ha ormai nel mirino la Polizia di Stato con particolare accanimento verso chi si batte per rivendicare i diritti del personale in divisa divenuto ormai il bersaglio di ogni tipo di protesta sia reale che virtuale” si legge in un comunicato diffuso dal sindacato dopo l’attacco. Il Segretario Generale Nazionale della Consap, Giorgio Innocenzi, nel rendere nota la comunicazione giunta a seguito di attività info-investigativa svolta dal Cnaipic (Centro nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), ha rassicurato sul fatto che l’attacco è stato respinto e né ha attribuito le cause alla crescente attività del sindacato a tutela della dignità del personale: “Dai casi denunciati del rischio Tbc per il personale legati a Mare Nostrum e alla gestione dei migranti, fino alla campagna contro i nuovi controlli operativi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che legano le mani ai poliziotti – spiega Innocenzi- la Consap viene ormai vista dai manifestanti violenti ed organizzati come un pericolo”.

Il sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, sia negli incontri ufficiali al Viminale che sulla rete social dell’organizzazione, ha avviato un duro scontro con l’Amministrazione, che in un documento di quindici schede sta riscrivendo le regole d’ingaggio dal personale in divisa in tutti i settori: territorialità, specialità di polizia, ordine pubblico, rimpatri, respingimenti fino a riscrivere le tecniche di ammanettamento, oltre che le modalità dell’uso dello spray al peperoncino; un faldone sul quale campeggia, in ogni pagina, la scritta “bozza di vietata divulgazione”, nel quale il poliziotto viene trasformato in un consulente dei violenti, obbligato al dialogo ed alla comprensione fino all’estremo.“Un regolamento di questo genere – conclude Innocenzi – qualora venisse approvato sarebbe un regalo a chi delinque, forse sono da ricercare in questo nostro impegno le motivazioni dell’attacco informatico di cui siamo stati fatti oggetto”.

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