Tor Vergata, arriva il ‘book sharing’ nella Facoltà di Lettere

Tor Vergata, arriva il ‘book sharing’ nella Facoltà di Lettere

Il ‘book sharing’ arriva nella Facoltà di Lettere di Tor Vergata grazie ad ‘Altro Ateneo’, collettivo di studenti che immagina e rivendica un’Università e un mondo del sapere diversi. Per i profani, questa pratica consiste nel diffondere la cultura e l’amore per la lettura tramite uno scambio completamente gratuito. Al momento sono due le postazioni organizzate dai ragazzi di ‘Altro Ateneo’, che permettono a chiunque di prendere in prestito una rivista o un libro che desiderano leggere. Poi, se lo si è trovato particolarmente interessante o piacevole, lo si può tenere, a patto di inserirne un altro nella ‘biblioteca’. Una donazione la si può fare in qualsiasi caso, basta passare e lasciare lì il titolo che si desidera condividere con gli altri, così da creare una rete di diffusione capillare e alla portata di tutti.

Il book sharing nel mondo

Nel mondo sono molte le associazioni che curano servizi simili. Il più noto è forse il sito bookcrossing.com, che addirittura scheda i libri donati così da renderne possibile il rintracciamento e scoprire il viaggio compiuto dal manoscritto. Grazie al web, è possibile entrare in contatto con chi ha “liberato” un libro, sapere dove ed entrarne in possesso, per poi spedirlo a un’altra persona in cerca di quello stesso titolo o più semplicemente lasciarlo in un altro luogo, così da dare nuova linfa al movimento. L’idea è quella di permettere, anche a chi non ne ha la possibilità, di godere della lettura di classici e non, così da diffondere cultura ed emozioni. Oltre a grandi eventi nazionali e internazionali, in cui vengono adibite librerie pubbliche gratuite a cui donare o da cui prendere in prestito un libro, sono molte le attività o i luoghi fissi in cui si effettuano iniziative del genere. Per le strade della Germania, ad esempio, non è raro imbattersi in appositi ‘box’ che svolgono proprio questo compito. A Londra apparvero i primi distributori automatici di libri, vero cuore delle ‘circulating libraries’. Nel 1822 il libraio Richard Carlile inventò quello che fu il primo distributore automatico di testi, in nome della libertà di stampa. L’intento era di rendere disponibili tramite self-service dei titoli rivoluzionari e anticonformisti, la cui vendita diretta al pubblico poteva mettere in difficoltà i librai dell’epoca.

Il book sharing in Italia

Nonostante in Italia il movimento stenti ancora a prendere piede, non sono proprio rare le iniziative che favoriscono questo tipo di scambio di saperi. Un esempio è il primo bookcrossing balneare che si è organizzato a Siracusa, per la scorsa estate 2014, con biblioteche pubbliche e gratuite piazzate nei tanti stabilimenti che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Coordinamento Contrade Marine della città siciliana. O, l’esempio più recente, questa iniziativa organizzata nell’Università di Tor Vergata.

20141201_163858 Abbiamo parlato con Stefano De Guz, membro del collettivo, che ci ha gentilmente  illustrato come è nato il progetto: “Avevamo già l’idea in mente da tempo, grazie poi all’esperienza dei ragazzi di ‘Menti a piede libero’, associazione di Rutigliano in Puglia, con i quali ci confrontiamo spesso, siamo riusciti a realizzarla. Il progetto è semplice ma molto impegnativo allo stesso tempo: ottenere i permessi, trovare i materiali per preparare le postazioni e realizzare il laboratorio ‘Ulilab’, svolto presso lo studentato il ‘Boccone del Povero’, non è stato facile. Abbiamo deciso di portare avanti la cosa perché siamo convinti che, a parte la bellezza e l’importanza del riciclo dei materiali, questa è un’idea che si deve sposare profondamente con una Facoltà di Lettere, per andare oltre la semplice lezione in aula e vivere in maniera personalizzata l’Università, creando le condizioni necessarie perché possano essere diffusi, in maniera gratuita e semplice, i saperi. Lettere è una prova generale, se l’iniziativa funzionerà come crediamo contiamo di esportarla anche nelle altre Facoltà, dato che ‘Altro Ateneo’ abbraccia tutti gli studenti. Ci tengo a specificare che le installazioni non sono di nostra proprietà, o proprietà di Tor Vergata, ma tutti i ragazzi devono sentirle proprie, le controlleremo ma non saranno mai chiuse e devono essere vissute da tutto l’Ateneo. Anzi, vorremmo addirittura che ci sopravvivessero. Vogliamo anche ringraziare i Direttori dei Dipartimenti, che ci hanno permesso con entusiasmo di portare avanti l’idea. Questo progetto, infatti, non grava in alcun modo sulle casse di Tor Vergata, è stato interamente sostenuto da noi. Le attuali postazioni sono due, ma contiamo di installarne altre al più presto”.

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