Attacco alla Tav, si cercano i sabotatori

Attacco alla Tav, si cercano i sabotatori

Mentre ci si divide se imputare a gruppi di chiara matrice terrorista, o semplicemente se si tratta di proteste estreme di una parte radicale del movimento No-Tav, le indagini proseguono ed accanto a queste anche le verifiche ed i controlli sull’intera rete ferroviaria nazionale. In prima fila la Polfer, che presidia con tutto il personale a disposizione, quelli che sono ormai considerati, visto quanto accaduto, obiettivi a rischio. Non solo l’Alta Velocità è osservata speciale, ma tutte le linee prioritarie per la mobilità del Paese. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, l’attacco è stato probabilmente studiato e pianificato da tempo, visto che si è colpito a Bologna nel punto ‘sensibile’ ed in grado, se mandato in tilt, di scatenare un effetto combinato che, come poi è accaduto, ha determinato il blocco della circolazione ferroviaria nord-sud. La ricostruzione ha anche evidenziato come l’attacco sia stato portato da un gruppo di più persone, che profittando della nebbia, e raggiungendo il tratto da colpire senza alcuna difficoltà, ha innescato semplici ordigni, per poi darsi alla fuga prima che si sviluppassero le fiamme. Una azione simile agli incendiari che in estate seminano il panico nei boschi italiani, che posizionano i loro ordigni, innescano e poi, si danno alla fuga senza correre il rischio di essere catturati. A Bologna tutto è filato per il verso giusto. Nessuno aveva previsto e nessuna contromisura era stata messa in campo dalle forze di Polizia. Il giorno dopo, oltre allo stato delle indagini, da registrare le reazioni del mondo della politica, con il ministro Lupi che parla apertamente di “atto terroristico”, che viene però ‘silenziato’ dal Procuratore di Bologna che glissa: “Allo stato io non traggo conclusioni. Le trarrò sulla base dei risultati che le indagini mi daranno man mano”. E se Lupi parla di terrorismo, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi giudica quanto accaduto “un sabotaggio, senza però – dice puntualizzando-rievocare parole del passato” (il riferimento alla parola terrorismo ci pare più che esplicita ndr). Sul fatto da registrare anche la presa di posizione del ministro degli Interni, Angelino Alfano che avverte: “Chi si oppone alla Tav, sappia che non intimidirà lo Stato. Il Governo, il Paese, non hanno paura”. Di fronte a tutto questo fuoco di fila, il movimento No Tav prende le distanze da chi ha messo in cantiere l’attacco alla rete ferroviaria nazionale: il sabotaggio per ora giova al ministro Lupi, che continua a parlare di terrorismo”.

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