Verso lo sciopero generale unitario? Le condizioni ci sono tutte. Imminente la decisione

Verso lo sciopero generale unitario? Le condizioni ci sono tutte. Imminente la decisione

Verso uno sciopero generale unitario con la Confederazione di Corso d’Italia che per suo conto lo ha proclamato per il 5 dicembre? Cgil, Cisl, Uil di nuovo in piazza insieme? Le condizioni ci sono tutte. Domani si incontrano i segretari generali delle tre organizzazioni. La sede: il congresso nazionale della Uil che eleggerà il nuovo segretario generale. Lascia Angeletti e arriva Barbagallo. C’è già chi, negli ambienti politici, anche della maggioranza di governo, parla di “miracolo” di Renzi, con Madia, la ministra della Pubblica amministrazione che ha dato una mano con la sua “riforma”, che ha ricompattato le tre Confederazioni. La “spinta propulsiva” l’ha data, appunto, l’esito negativo dell’incontro fra la ministra, le tre Confederazioni e quelle delle categorie interessate.

 Gentile ( Cgil): Sul pubblico impiego nessuna apertura da parte del governo

 “Un incontro – dice il responsabile del Dipartimento Pubblico impiego della Cgil, Michele Gentile – che non segnala novità, ma solo continuità con le politiche contro il lavoro pubblico che fanno male al paese e all’occupazione, in un quadro legislativo segnato dalla legge di stabilità, il Jobs Act, la riforma della Pa, il piano Buona scuola. Nessuna apertura sul rinnovo dei contratti nazionali di lavoro bloccati dal 2010”. Oggi arrivano le prese di posizione della Cisl e della Uil. La prima propone lo sciopero generale di tutti i settori del pubblico impiego. Una lettera in tal senso è stata  inviata dal Coordinatore Cisl Lavoro pubblico, Francesco Scrima, in cui si afferma che nell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi, alle “nostre richieste ha fatto riscontro la totale indisponibilità espressa a nome del Governo dalla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia, che ha ribadito il blocco della contrattazione almeno per il 2015. Pertanto, non solo si confermano, ma si rafforzano le motivazioni della protesta e si impone la necessità di avviare una nuova fase di mobilitazione e di lotta, sugli obiettivi indicati nella piattaforma della manifestazione di sabato 8 e confermandone coerentemente il carattere unitario”. Da qui la richiesta di un incontro urgente con le categorie Cgil e Uil “per concordare le modalità di una nuova fase di mobilitazione unitaria, con l’individuazione della data in cui proclamare, entro il mese di dicembre, lo sciopero dei lavoratori di tutti i comparti pubblici”.

 La Cisl  ora propone lo sciopero generale dei lavoratori pubblici

 Rispondono Rossana Dettori e Domenico Pantaleo, segretari generali di Funzione pubblica e Conoscenza  disponibili all’incontro per “continuare il percorso unitario che abbiamo contribuito a costruire”. Sottolineano che la manifestazione dell’ 8 novembre “è stata un risultato importante della unità. Aspettiamo di capire come si concluderà la discussione tra i segretari generali delle nostre confederazioni, che si confronteranno a margine del congresso della Uil proprio su questo tema. Chiarite le posizioni tra le nostre confederazioni, ci incontreremo. Non torniamo indietro – concludono Dettori e Pantaleo – su quello che riteniamo un valore ancor prima che una contingenza: l’unità sindacale”.

 Uil: non più rinviabile la mobilitazione generale. Oggi il congresso

Poco dopo la presa di posizione del Coordinatore Cisl del lavoro pubblico, arriva la nota della Uil, al termine dell’Esecutivo, che dichiara lo sciopero generale che proporrà a Cgil e Cisl:  “individuazione di una data e modalità comuni per l’attuazione di una mobilitazione non più rinviabile”. Negativo il giudizio della Uil  sull’incontro con la ministra Madia, sul Jobs Act, sulla legge di stabilità, nessuna risposta sugli 80 euro per i pensionati e sulla rivalutazione delle pensioni. Da segnalare che anche l’Ugl ha deciso lo sciopero generale per il 5 dicembre. Michele Gentile accoglie con grande favore le prese di posizione delle altre confederazioni e auspica che si arrivi ad una intesa tenendo conto, ovviamente, che la Cgil ha già mobilitato tutte le categorie e le organizzazioni territoriali. Proprio da quanto emerso dal confronto con la ministra, dalle scelte politiche del governo emerge la necessità di dar vita ad una grande giornata di lotta di tutto il mondo del lavoro.

 L’elenco dei  “no” della ministra Madia alle richieste dei sindacati

Gentile mette in fila i “no” a partire da una incredibile affermazione di Madia: “Solo l’uscita dalla crisi renderà possibile il rinnovo dei contratti di lavoro”. “Non meritano risposta- dice Gentile- parole come queste”, e passa ai “no” che di seguito elenchiamo.

Nessuna apertura sulla contrattualizzazione del rapporto di lavoro messa pesantemente in discussione dalla legge Brunetta e dai provvedimenti legislativi assunti da questo Governo. Nessuna apertura sul tema dell’occupazione messa a rischio dagli ennesimi tagli lineari al sistema delle pubbliche amministrazioni ad iniziare da province, regioni e comuni. Perché non si perdano posti di lavoro a seguito dei processi di riorganizzazione delle P.A. – come ha dichiarato il Ministro – va profondamente modificata la legge di stabilità che invece va in tutt’altra direzione. Anche su questo tema nessun impegno preso dal  Ministro sul cambiamento delle misure previste dalla Stabilità. Nessuna apertura sul tema del superamento della precarietà nella Pubblica Amministrazione ad iniziare dai tanti contratti non a tempo indeterminato la cui scadenza è fissata per fine d’anno e da quelli che scadono al 31.12.2016, per i quali l’ulteriore proroga deve essere senza i vincoli che la renderebbero inefficace e finalizzata alla stabilizzazione del lavoro non a tempo indeterminato. Neppure uno spiraglio sulla riapertura di una stagione di confronto sul tema della Riforma della PA e della Scuola.

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