Juve straripante, la Roma c’é, Napoli al terzo posto

Juve straripante, la Roma c’é, Napoli al terzo posto

L’undicesima giornata, con i suoi risultati,  nella forma e nella sostanza, ha dato uno scossone niente male alla classifica, delineando un nuovo percorso del campionato, sia in testa che in coda.

Juve, troppa grazia.  Innanzitutto è stato confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la Juventus è la prima forza del campionato; a quanto visto ieri, una forza mostruosa che ha letteralmente sbriciolato un malcapitato Parma confezionando un risultato  (7-0), impietoso ed  eclatante, da allenamento infrasettimanale. Va bene che gli uomini di Allegri giocavano con una delle peggiori squadre del torneo ma, ancora una volta, hanno dato dimostrazione del loro valore con un mix di titolari e riserve subentrate a lavori in corso. In Italia, la  Juve c’é più che mai e tutti ne devono tenere conto, adesso la si aspetta anche in Europa in vista della qualificazione Champions.

La Roma risponde bene.  Dopo la tracimazione pomeridiana juventina, la Roma era chiamata a rispondere, nel posticipo serale, e l’ha fatto altrettanto sonoramente superando  per 3-0 il Torino ma, soprattutto, evidenziando un rinnovato smalto quanto a mole di gioco e tecnica.  Si può, quindi, affermare che anche la Roma c’è ed è tornata sui vecchi livelli, con  in più uno Strootman che ha fatto, seppure per pochi minuti, la ricomparsa sul terreno di gioco dopo ben sette mesi di assenza e, se lo stesso tornerà ad essere quello ammirato lo scorso anno, costituirà il miglior acquisto giallorosso. Quindi, l’esito più importante da questa partita, al di là del risultato, è il messaggio chiaro per la Juve che la Roma vuole continuare  ad accreditarsi come la solita, pericolosa,  inseguitrice.

Ma ora c’é anche il Napoli.  Continua l’imbattibilità del Napoli il quale, all’ottavo risultato consecutivo, con la vittoria di Firenze, fa un notevole balzo in avanti e si colloca, solitario, in terza poltrona, a ridosso delle big.  La scalata verso le posizioni europee degli azzurri è coincisa con il risveglio di Higuain, anche ieri decisivo al momento giusto, dopo un predominio territoriale che non aveva lasciato scampo ad una Fiorentina sempre più irriconoscibile e, ora, ristagnante, incolore, a metà classifica. Per il Napoli è assai ricca di significati questa vittoria, dopo la falsa partenza, perché, sotto il Vesuvio, si è ripreso e si continua a sognare…

Milan, positivo solo l’attacco. Bel pareggio del Milan a Genova contro la Sampdoria,  che, però, da un lato, allontana i rossoneri dall’ ambizioso terzo posto, ma dall’altro, fa ben sperare perché  si è ritrovato El Shaarawy che, col suo gol e la sua prestazione, sembra ritornato quello di una volta, peraltro, sotto gli occhi di Conte che,  presente in tribuna, l’ha riconvocato in Nazionale. Il Milan visto a Marassi ha, ancora una volta,  confermato i suoi limiti difensivi, nonostante il rimescolamento operato da Inzaghi, purtroppo,gli uomini sono quelli e la botte dà il vino che ha…. Evidente, comunque, la ripresa, sotto il piano del gioco, dopo la debacle casalinga contro il Palermo.

Lazio, occasione perduta.   Frenano ad Empoli gli entusiasmi della Lazio, superata, dopo sei risultati utili consecutivi, dalla terribile matricola toscana. Questa, per gli uomini di Pioli,  poteva e doveva  essere l’opportunità per piazzarsi da soli in terza posizione, scavalcando il Napoli,  ma è stata gettata alle ortiche, a causa di un paio di sbandate difensive. Forse la trasferta è stata presa troppo alla leggera, forse si era ecceduto un pò troppo sulla propria forza e adesso, alla ripresa dopo la sosta, se si vuole continuare ad alimentare certe aspirazioni, bisognerà subito rimediare anche se l’avversario sarà la Juventus.

Inter,  siamo alle solite.   Non sono bastati all’Inter due vantaggi ed un rigore parato da Handanovic,  per portare a termine la vittoria, sfuggita proprio al 90′  contro un Verona che ha largamente meritato il punto. Stavolta, a dirla tutta, la squadra di Mazzarri, specie nel primo tempo, non era neppure dispiaciuta ma, poi, a causa del fallo con espulsione di Medel, tutto cambiava e Mazzarri, alla fine, si ritrovava la panchina più scricchiolante che mai, dopo un prolungata fischiata dei tifosi, stanchi di tanta precarietà.

Le altre.  Dal centro classifica in giù, fatto insolito, oltre al già citato Empoli,  vince una sola squadra, Il Chievo, grazie ad una provvidenziale doppietta del redivivo e ritrovato vecchio Pellissier. Delle altre,  ottimi i punti conquistati dal Genoa a Cesena e soprattutto dall’Udinese a Palermo dove il portiere Karnezis, oltre a parare un rigore, ha sfoderato una prestazione super. Sassuolo e Atalanta si sono divisi la posta al termine di un incontro scialbo nel quale i cannonieri Denis e Zaza sono ancora rimasti a secco.   A Parma si dà per scontato l’esonero di Donadoni con Crespo probabile sostituto.

Nazionale: le convocazioni di Conte.  In vista degli impegni con l’Albania e la Croazia, Antonio Conte ha stupito tutti non tanto per la prima chiamata di Moretti, Soriano e Bertolacci, né per il rientro di El Shaarawy e Rugani, quanto per la convocazione di Cerci e Balotelli. Il primo, nella sua avventura all’Atletico, si è visto molto poco e male, il secondo, nel Liverpool, finora, ha deluso le aspettative,  continuando ad essere fischiato e contestato dalla tifoseria e dai mass media. Conte, al momento del suo insediamento, aveva subito chiarito che  non avrebbe fatto favoritismi con nessuno e che le convocazioni sarebbero state collegate allo stato di forma degli interessati ma,  stavolta, è parso l’esatto contrario.  Nei prossimi giorni, sentiremo quali motivazioni fornirà  questi strappi alla (sua) regola.

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