Grillo è stanco come il suo Movimento

Grillo è stanco come il suo Movimento

Il comico ligure tira fuori dal cilindro la guida assembleare per ‘salvare’ i 5Stelle

Dopo le recenti disfatte e disfattine elettorali, il comico ligure Beppe Grillo, fa un primo passo indietro, affermando sul blog di essere ‘stanchino’ e lanciando la formula magica per rilanciare il Movimento Pentastellato: approvare, sempre in rete un collegio di garanti che possa affiancarlo e condurre il ‘sacro movimento’ verso migliori lidi. “Il M5S ha bisogno di una struttura più ampia. Io, il camper e il blog non bastiamo più”- afferma il comico, poi la proposta e i nomi che dovranno affiancarlo in una nuova estenuante ‘traversata del deserto’: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. Nella sua nota cerca poi di giustificare questo suo cambiamento di linea. Probabilmente quando si vince, vincono solo lui e Casaleggio e quando invece si perde si diventa stanchi e le responsabilità della sconfitta vanno equamente divise e condivise. “Quando abbiamo intrapreso l’appassionante percorso del MoVimento 5 Stelle- scrive il ‘Conducator’ ho assunto il ruolo di garante per assicurare il rispetto dei valori fondanti di questa comunità. Oggi, se vogliamo che questo diventi un Paese migliore, dobbiamo ripartire con più energia ed entusiasmo. Sono un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump. Quindi pur rimanendo nel ruolo di garante del M5S ho deciso di proporre cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze opereranno come riferimento più ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento. Oggi le propongo in questo ruolo per un voto agli iscritti. Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 Stelle”. Grillo dunque assemblearizza la leadership e lo fa nel giorno della cacciata di altri due suoi parlamentari, Massimo Artini e Paola Pinna che nella serata di giovedì sono stati ascoltati dal leader maximo, hanno anche tentato di portare le loro giustificazioni sui presunti ammanchi nella restituzione delle quote detratte dallo stipendio di parlamentari, ma alla fine sono stati cacciati con una percentuale bulgara dalla rete. Ed è proprio sui numeri che hanno portato a questo nuovo strappo, che Grillo dovrebbe preoccuparsi. I numeri, infatti, sono chiari, la cacciata è stata decisa da una minoranza di Pentastellati registrati sul blog. Il comico ligure fa la stessa fine dei Governatori appena eletti di Emilia Romagna e Calabria, vince la partita, ma senza il 50+1 del corpo elettorale. Ci spieghiamo meglio: l’espulsione di Artini e Pinna, è stata certificata in rete da 27.818 ‘militanti’, il che significa un numero esiguo e minoritario rispetto ai 500mila registrati e sugli oltre 100mila accreditati. Ma c’è anche da dire, come osserva anche il Corriere della Sera, che rispetto alle precedenti ‘cacciate’, Grillo e Casaleggio, sono ulteriormente ‘bastonati’. Quando si decretò la ‘mannaia’ per Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Luis Alberto Orellana, i voti favorevoli furono 43.368, il che significa che Grillo-Casaleggio & Partners, vede scomparire un 38% secco di aventi diritto al voto  e che hanno preferito fare altro piuttosto che decretare sul blog la cacciata di Artini e Pinna. Funzionerà il nuovo corso con quella che sembra una ‘sovietica’ segreteria allargata? Impossibile dirlo oggi. Quello che però è certo è il fatto che Grillo avverte il peso di non riuscire più ad essere convincente. Lo spettacolo sembra essere arrivato all’epilogo, tra qualche timido ed annoiato applauso di minoranza e i cinque nuovi attori messi in scena hanno poche possibilità, senza capocomico e regista, di riuscire a ribaltare un copione che sembra destinato all’oblio.

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