Vertice dei sindacati europei: lavoro e diritti. Confronto a distanza con il summit Ue

Vertice dei sindacati europei: lavoro e diritti. Confronto a distanza con il summit Ue

“Con il 25 ottobre inizia una stagione di conquista di un cambiamento della politica economica del paese”. Susanna Camusso si riferisce alla giornata di mobilitazione nazionale decisa dal direttivo della Confederazione. “Sarà una grande iniziativa di proposta finalizzata a promuovere le proposte del sindacato  sul lavoro e in particolare sull’estensione dei diritti a tutte le lavoratrici e i lavoratori. Con questo appuntamento –prosegue- inizia per noi una stagione importante. Attorno all’idea di cambiamento della politica economica di questo governo, all’allargamento dei diritti di cui ci facciamo promotori, non escludo si possa tornare a incontrare in tempi brevi le altre confederazioni in un percorso comune”.

Mobilitazione per cambiare le politiche europee

La Cgil non sarà sola in Europa a mobilitarsi per un cambiamento delle politiche economica, del lavoro, contro l’austerità che ha provocato tanti danni, con la perdita di milioni di posti di lavoro, l’attacco ai diritti. Proprio lunedì a Roma, nella sede nazionale della Confederazione di Corso d’Italia si svolgerà un vertice sindacale europeo. Parteciperanno i leader sindacali dei principali paesi europei, oltre alla presenza dei segretari generali di Cgil Cisl Uil e del presidente e del segretario generale della Ces, Ignacio Fernàndez Toxo e Bernadette Ségol. Il vertice sindacale precede  il “summit” sul lavoro che si svolgerà a Milano l’8 ottobre. Una iniziativa, quest’ultima, che nasce fra polemiche, malintesi, voluta da Renzi  nel quadro del semestre di presidenza italiana. Non faceva parte delle conclusioni del Consiglio europeo straordinario tenuto il 30 agosto. Poi su richiesta italiana, appunto, fu deciso il vetrice cui parteciperanno i capi di stato e di governo. Non prenderanno decisioni.

Le lezioni impartite dalla Merkel

Si tratterà, si dice negli ambienti di Bruxelles, di solo un incontro per scambiarsi idee. Visti i rapporti sempre più tesi fra Francia, Italia, la Germania con le “ lezioni” che  Anghela Merkel impartisce ai suoi colleghi, facendo della austerità un punto irrinunciabile. Il “summit” europeo sarà accolto dallo sciopero e da una manifestazione dei metalmeccanici, sul tavolo dei  partecipanti le proposte di politica economica che arriveranno dal vertice europeo dei sindacati  con l’obbiettivo di creare nuova occupazione e il rilancio dell’economia europea. I sindacati chiederanno “un maggior coinvolgimento delle parti sociali nei processi decisionali, sia nazionali che europei”. E ciò ha un particolare valore per l’Italia con il presidente del Consiglio che teorizza la necessità di tenere i sindacati il più lontano possibile e ne fa un vanto del suo governo. Dal vertice sindacale arriverà un messaggio alla nuova Commissione europea, al Consiglio e ai governi sulla necessità di superare le fallimentari politiche di austerità e di promuovere un piano straordinario di investimenti, come il Piano ‘Un nuovo corso per l’Europa’ approvato dalla Confederazioine dei sindacati europei ( Ces).

 Le proposte varate dal direttivo della Cgil

In questa direzione si muovono  le proposte varate dal direttivo nazionale della Cgil con la rivendicazione di scelte di politica economica che- afferma Susanna Camusso intervistata da Rassegna sindacale – diano una risposta alle grandi emergenze del paese, a cominciare da quelle della mancanza di lavoro, della nuova emigrazione giovanile, della precarietà, fornendo a questo fine un’indicazione esplicita: e cioè che se si vuole invertire questo trend”. Parla della necessità di “rimettere in discussione le politiche di austerità e le pure logiche di bilancio”. Parla delle necessità di una politica economica espansiva, di un piano straordinario per l’occupazione. Come finanziarlo? Torno una propostaa su cui la Cgil non demorde: “Uno strumento – dice-che andrebbe finanziato con una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Se si vuole una politica espansiva bisogna guardare a dove ci sono le risorse, incentivare gli investimenti e non pigliarsela con il lavoro, impoverendolo ulteriormente”. Al vertice dei sindacati europei arriverà anche l’eco della “riforma” del  mercato del lavoro, un pesante attacco ai diritti dei lavoratori. Renzi vuole portare ai partner europei lo “scalpo” dell’articolo 18 e non solo. In cambio chiede flessibilità per quanto riguarda i conti pubblici.  Non è un caso che il governo stia facendo di tutto per approvare il testo della legge delega  prima del “summit” di Milano .  Nel calendario del Senato è prevista  l’approvazione per l’8 ottobre, tempo massimo. A costo anche della prsentazione di un decreto che chiuderebbe ogni possibilità di confronto con le organizzazioni sindacali. Per costruire delle soluzioni condivise. “Una scelta- dice ancora Camusso -rappresenterebbe una rottura, una lacerazione, sarebbe la conferma che nella visione di questo governo il lavoro non ha più nessun titolo di rappresentanza, nemmeno come interlocutore per quel che riguarda direttamente il confronto sulle sue condizioni. Una volontà di scontro che richiederebbe una risposta altrettanto forte e decisa”.

Alessandro Cardulli

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