Israele, polizia uccide palestinese sospettato di attentato

Israele, polizia uccide palestinese sospettato di attentato

La polizia d’Israele, a Gerusalemme, ha colpito e ucciso il palestinese Muataz Hijazi sospettato di aver ferito ieri, con diversi colpi d’arma da fuoco, un noto attivista di destra israeliano, il rabbino di origini americane Yehuda Glick, di 48 anni. L’uomo è ricoverato in condizioni critiche, mentre diversi scontri hanno spiacevolmente animato le strade di Gerusalemme est dopo l’uccisione di Hijazi e la Spianata delle Moschee è stata chiusa per ordine del premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha così preso una decisione dall’alto contenuto simbolico. Hijazi, secondo fonti locali citate dall’agenzia di stampa Maan, sarebbe morto dissanguato dopo essere rimasto a lungo sul terreno, mentre la polizia allontanava i giovani che volevano prestargli soccorso. Il presidente palestinese Abu Mazen non ha digerito la decisione di Netanyahu, apostrofandola come “una sfida sfrontata e un comportamento pericoloso” e ha dichiarato che la chiusura della Spianata equivale a una “dichiarazione di guerra al popolo palestinese, ai suoi luoghi sacri e alla nazione araba e islamica”. Dal canto suo, Benyamin Netanyahu aveva commentato l’attentato al rabbino Glick, come frutto dell’incitamento da parte degli islamisti radicali e di Abu Mazen. La questione giunge in un periodo di grande tensione alimentato dagli scontri tra palestinesi e polizia in seguito all’attentato di un palestinese contro una stazione di treni.

In questa situazione complessa, sempre sul punto di esplodere, la Svezia riconoscerà per prima nell’Ue la Palestina come uno Stato ufficiale. Lo ha confermato il ministro degli esteri Margot Wallstrom: “il riconoscimento è un contributo a un futuro migliore, per una regione troppo caratterizzata da distruzione e frustrazione. Noi oggi apriamo la strada”. Le reazioni, in un momento così caldo, non si sono fatte attendere. Netanyahu ha definito “deplorevole” la decisione della Svezia, salutata invece con favore da Abu Mazen.

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