Sulla Manovra aria da campagna elettorale

Sulla Manovra aria da campagna elettorale

Le Regioni in pugno alla Destra a testa bassa contro Renzi. Quelle in quota Centrosinistra tentano una mediazione. La Puglia di Vendola sulle barricate.

La Legge di stabilità arriverà domani sulla scrivania del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sarà il primo passaggio, prima di approdare nelle Aule parlamentari e soprattutto in Europa, dove è attesa con trepidazione. Quello che è certo sono le reazioni delle Regioni che in queste ultime ore, si sono caratterizzate, più per interesse politico che per interesse amministrativo. Se quelle vicine al Centrosinistra, lasciano aperto uno spiraglio di mediazione, con le aperture fatte dai Presidenti del Piemonte, del Lazio e della Toscana, diverso è il comportamento di Lombardia e Veneto. Sia Maroni che Zaia, a rimorchio del successo ottenuto dalla manifestazione contro l’immigrazione, contestano praticamente ogni passaggio della manovra renziana, fino a minacciare lo sciopero fiscale o ricorsi, non si si sa quanto produttivi, nel Tribunale amministrativi. Durissimo il governatore della Lombardia, Maroni: “Piuttosto che aumentare tasse e ticket, partirebbe una forma di protesta fiscale”. Sulla stessa linea il Presidente del Veneto Zaia, che attacca anche il collega del Piemonte Zamparino, colpevole, a suo avviso, di aver cambiato repetinamente posizione: “Chiamparino e gli altri Pd nel giro di 10 ore hanno cambiato posizione. Neanche la pattuglia acrobatica sa fare di meglio”. Zaia, nel corso di un colloqui pubblicato dal Gazzettino, fissa il punto: “Se in Gazzetta ufficiale trovo la Legge di stabilità così come ci è stata annunciata, io la impugno davanti alla Corte costituzionale, la ritengo lesiva. Matteo Renzi ha fatto un chiaro discorso da populista e ruffiano”. Quanto ai Governatori di Centrosinistra, come detto, la posizione è quella della mediazione, sempre che Renzi la condivida. Unica eccezione è quella del Governatore della Puglia Vendola, che non riesce assolutamente a condividere quanto è stato elaborato dal Governo. Sull’articolato Vendola è durissimo e non concede nulla all’Esecutivo: “ Se la manovra dovesse essere confermata nella sua rozza algebra io penso che sarebbe opportuno consegnare le chiavi dei Governi rtegionali a Palazzo Chigi. Non si può esercitare con responsabilità il governo dei territori in cui a causa dei governi centrali è aumentata la povertà, la disoccupazione ed in cui la fragilità delle persone ci chiede più impegno per organizzare presidi a tutela dei territori. Invece si chiede di tagliare le reti della protezione sociale. Non intendo essere – conclude amaramente Vendola – l’amministratore fallimentare della mia Regione”.

(Fonte: red-pol)

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