Per Riina e Bagarella porte chiuse al Quirinale

Per Riina e Bagarella porte chiuse al Quirinale
I super-boss mafiosi, Totò Riina e Leoluca Bagarella e Nicola Mancino, ex Presidente del Csm ed anche del Senato, oltre che negli anni ottanta, ministro degli Interni, non potranno assolutamente assistere alla deposizione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano al processo per la trattativa Stato-Mafia e prevista nella sede istituzionale del Quirinale per il prossimo 28 di ottobre. A decidere in questo senso è stata la Corte di Assise di Palermo, che ha ritenuto, la decisione di escludere la presenza di Riina, Bagarella e Mancino, non influente. In sostanza non provoca alcuna ripercussione ai diritti delle Difese. Oltre che per gli imputati, sarà esclusa anche la presenza del pubblico. Dunque i saloni del Quirinale saranno aperti solo ed esclusivamente ad avvocati delle parti e naturalmente giudici e magistrati. La decisione della Corte d’Assise è stata contestata dal legale di Nicola Mancino, l’avvocato Nicoletta Piergentili, come una decisione che lede il diritto alla Difesa dell’imputato, verbalizzando la eccezione di nullità. Quello che però è certo, sono le prerogative e le immunità che circondano la figura del Presidente della Repubblica ed il suo organo costituzionale. “L’immunità della sede”, puntualizzano i giudici, “ad esempio esclude l’accesso delle forze dell’ordine con la conseguenza che non sarebbe possibile né ordinare l’accompagnamento con la scorta degli imputati detenuti, né più in generale assicurare l’ordine dell’udienza come avviene nelle aule di giustizia preposte”. Ed in punta di diritto e relativamente alla presenza di personaggi di elevato spessore criminale la Corte scrive nella sentenza: “Per legge non potrebbero partecipare neppure a un processo che si svolga in un’aula ordinaria: la legge, infatti, prevede per i capimafia al 41 bis la presenza in videoconferenza. Previsione – scrive ancora la Corte  – che rende impossibile la loro presenza al Quirinale. Ed in assenza di norme specifiche potrebbe farsi ricorso alla partecipazione a distanza, poiché questa è prevista solo per le attività svolte nelle aule di udienza”.
Marino Marini

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