Stabilità, via libera da Bruxelles Padoan: “riconosciuto l’impegno”

Stabilità, via libera da Bruxelles Padoan: “riconosciuto l’impegno”

“Nessuna grave violazione di regole”, così la Commissione Europea dà il via libera alla legge di Stabilità presentata e poi modificata dal Governo. La correzione di 4,5 miliardi proposta dal ministro dell’Economia Padoan convince l’Ue, che in prima battuta aveva temuto un rallentamento nel percorso di rientro dal debito pubblico. Il fatto che non ci siano “gravi violazioni”, però, non mette al sicuro l’esecutivo: lo stesso commissario per gli affari economici Jyrki Katainen ha tenuto a precisare che il verdetto definitivo sarà dato solo a novembre, quando Bruxelles deciderà se applicare sanzioni o avviare procedure nei confronti dell’Italia per squilibri macroeconomici o debito elevato.

Padoan: “Accordo per la crescita”. Un rischio, quello di ulteriori bacchettate, che non viene escluso dal capo del Mef, impegnato questa mattina a riferire alle Camere le misure aggiuntive concordate con l’Ue: “La procedura di infrazione non è ancora scongiurata. Nei prossimi mesi avremo a che fare con la regola del debito”, tuttavia, “ il riconoscimento della sostanziale coerenza del nostro budget con il quadro regolatorio dell’Unione europea vuol dire che anche l’Europa è sulla strada della crescita e della creazione di nuova occupazione”. L’intesa, secondo il ministro “rappresenta un impegno notevole per un Paese che è al terzo anno di recessione” oltre che un compromesso tra “ il risanamento delle finanze pubbliche e lo stimolo alla crescita”. Oltre 3 dei 4,5 miliardi previsti per la correzione verranno presi dal fondo per l’abbassamento delle tasse, ma questo, secondo Padoan, non inciderà sulle riforme: “l’abbattimento della pressione fiscale non viene alterato: l’obiettivo è spingere l’economia fuori dalla recessione”.

Ue, Francia promossa. Buone notizie anche per Parigi: così come per l’Italia, anche l’esecutivo transalpino ha ricevuto l’ok sulla legge di stabilità in fase di discussione in Parlamento. La correzione consentirà di ridurre dello 0,5% il deficit/Pil per il 2015, attraverso tre canali: lotta all’evasione, riduzione degli sgravi fiscali per le aziende e minori interessi sul debito.

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