Stabilità, Governo tratta con Ue. Napolitano difende la manovra

Stabilità, Governo tratta con Ue. Napolitano difende la manovra

Ieri il livello di contrapposizione tra il Governo italiano e la Commissione europea ha raggiunto livelli che non si toccavano dalla presidenza Berlusconi. Ma la battaglia tra Roma e Ue sui conti pubblici italiani potrebbe concludersi con un compromesso: Bruxelles concederebbe all’Italia un aggiustamento pari allo 0,25 per cento del deficit strutturale rispetto allo sforamento dello 0,5 per cento denunciato nella lettera ricevuta dal commissario Katainen. L’obiettivo italiano è quello di ottenere le stesse condizioni concesse alla Francia, che ha uno sforamento dello 0,8 per cento del deficit strutturale e che si vedrebbe autorizzato uno 0,5.

Ma tra queste due cifre ci potrebbe essere un punto di accordo. Come ha lasciato intendere giovedì, e poi stanotte lasciando la sede dello Justus Lipsius, il premier Matteo Renzi. “Due Miliardi? li possiamo mettere domani mattina”, aveva prima sottolineato per poi spiegare che si tratta di una cifra non aggiuntiva ma già prevista dalla riserva che i tecnici del Tesoro hanno messo in campo. Circa due miliardi che – conti a spanne – porterebbero la disponibilità di Roma fino allo 0,25%. In avvicinamento in quella forchetta 0,25-0,30% plausibile compromesso.

La partita però non è solo tecnica ma politica, ha tenuto a precisare il premier: la cosa importante è chi decide cosa perché “dal punto di vista tecnico le risorse per trovare la soluzione sono ampiamente a portata di mano”.

Il commissario agli affari europei Jyrki Katainen, firmatario della lettera di avvertimento inviata a Roma, ha stamattina spiegato che “tutti vogliamo evitare lo scenario peggiore”: la lettera è lì e tutti vedono le nostre preoccupazioni” ma “non abbiamo deciso, stiamo negoziando”.

Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano difende i conti italiani nel corso di un incontro con gli studenti al Quirinale. “Dopo anni di politiche restrittive, di austerity, dinanzi alla disoccupazione giovanile dilagata è giusto sollecitare” alle istituzioni europee l’attuazione di nuove politiche verso la crescita e lo sviluppo. “L’Ue non è un mostro che detta leggi inapplicabili – ha continuato il Capo dello Stato – ma è giusto che si impegni per l’occupazione”.

“Ho letto la bozza del documento del Consiglio europeo – ha aggiunto Napolitano –  e ho notato che il termine ‘austerity’ questa volta non compare: per evitare nuove polemiche qualcuno ha accettato di non menzionarlo, forse perché mosso da qualche complesso di colpa”. E ha sottolineato come sia “grave che non si parli delle alte motivazioni” che hanno portato alla nascita dell’Unione europea e “ci si accapigli tutti, competenti, meno competenti o per nulla competenti, sullo 0.1%” dei bilanci.

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