Sorrisi e speranze per il cammino delle squadre italiane in Europa

Sorrisi e speranze per il cammino delle squadre italiane in Europa

C’era un tempo in cui il venerdì rappresentava il giorno in cui le nostre squadre erano sottoposte a critica per i loro risultati europei. Si parlava del declino del nostro calcio, dell’atteggiamento con cui si affrontavano certe partite, dell’inutilità di combattere un campionato interno per un piazzamento che poi regolarmente creava soltanto problemi a tutti. Oggi, venerdì, tutto questo è assopito, seppellito per una volta. Nessuno dice che non tornerà ad essere così, ne tanto meno si afferma che il movimento calcistico italiano stia risorgendo. La strada è lunga, ma barlumi di speranza si intravedono. Ieri sera le nostre squadre hanno ottenuto 4 vittorie su 4 impegni, a memoria sicuramente un unicum. Vince il Torino, squadra che nessuno voleva in Europa League per la paura che non fosse pronta ad una competizione così e che facesse quindi tremare il già collassato ranking uefa, e vince contro la formazione che lo scorso anno giocò un brutto scherzo alla Juventus. Vince bene la Fiorentina, a secco di gol in campionato ma capace di farne tre ieri alla Dinamo Minsk sul suo campo (vale la pensa ricordare che nei 5 precedenti solo il Milan era passato lì, nel settembre del 2001). Vince il Napoli, nel pieno caos che lo sconvolge, e segna addirittura Hamsik: forse l’odore della sua terra l’ha ridestato dal torpore in cui Benitez lo aveva avvolto. Vince l’Inter, chiamata a reagire dopo la debacle col Cagliari, contro un avversario dalla storia complicata e triste, una storia che vede l’azero Qarabag giocare lontano dalla sua gente da oltre 20 anni, esule da una città ormai diventata fantasma.

Ha stupito la Roma, e nonostante la sconfitta la Juve si è dimostrata capace di domare e gestire i vicecampioni d’Europa. Insomma, una settimana da guardare col sorriso di chi sa che la strada sarà lunga e tortuosa, ma che almeno è iniziata bene.

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