Rete della Conoscenza, blitz notturno al Ministero del Lavoro

Rete della Conoscenza, blitz notturno al Ministero del Lavoro

Il Senato si accinge ad approvare il Jobs Act con il voto di fiducia. La Rete della Conoscenza lancia la campagna “Non servi!”. La precarietà è il problema, il Jobs Act non è la soluzione, denunciando la falsa retorica dell’operazione e le sue conseguenze sociali.

“La ricetta che ci viene proposta” – dichiara Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – “prosegue sulla strada della flessibilizzazione del mercato del lavoro, conferendo maggiori possibilità al datore di lavoro di licenziare, controllare e demansionare i propri lavoratori. Rafforza, quindi, la realtà del ricatto che porta ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, nonché il dilagare di forme di lavoro sottopagato (fino alla gratuità) e senza tutele che interessano fette crescenti della popolazione attiva.

“Le iniziative del governo e il rispetto dei vincoli di bilancio” – proseguono gli studenti – “non servono affatto a portarci fuori dalla crisi, la definitiva cancellazione dell’articolo 18 non aumenterà l’occupazione; né vogliamo essere servi in un mercato del lavoro precarizzato che non risponde affatto alle nostre aspirazioni e ai bisogni della società.”

“Oggi siamo a Milano in corteo con la FIOM – conclude Laterza – e compieremo azioni in diverse città d’Italia, a partire dal blitz effettuato al Ministero del Lavoro a Roma, per esprimere il nostro dissenso all’approvazione del Jobs Act al Senato e denunciare le scelte politiche che saranno consacrate nel corso del vertice europeo sul lavoro a Milano. Al Jobs Act contrapponiamo una piattaforma di estensione delle tutele: vogliamo un vero contratto unico, un reddito di base contro ricattabilità e marginalità sociale, investimenti in diritto allo studio, ricerca e innovazione”

Gli studenti avvertono: “Porteremo questi temi nelle piazze di tutto il Paese. Entreremo in scena a partire dal 10 ottobre per un’istruzione gratuita, welfare e diritti per tutte e tutti e per farla finita con la precarietà.”

Ufficio Stampa Rete della Conoscenza

 

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