Renzi dal Senato chiede flessibilità all’Europa. Lettera di Bruxelles sulle coperture

Renzi dal Senato chiede flessibilità all’Europa. Lettera di Bruxelles sulle coperture

I cambiamenti di assetto politico in vista sembrano essere molti. In Italia e in Europa. Dal “Big tent”renziano, ovvero il partito della nazione, nel quale ci saranno persino idee e iscritti che si combattono tra loro, vedi Gennaro Migliore (ex di Rifondazione comunista e Sel) e Andrea Romano, (Scelta civica) sostenitore della discesa in campo di Montezemolo, alla nuova commissione Junker, votata oggi dal Parlamento europeo, che promette ben 300 miliardi di euro di investimenti per la crescita, , che comunque saranno divisi quota parte tra tutti i membri dell’Unione.  Ed oggi il premier Matteo Renzi è intervenuto in Senato sul prossimo Consiglio Ue, l’ultimo guidato da Van Rompuy e col presidente della Commissione Barroso.

Oggi in Europa si parla di stabilità, in giornata arriva la lettera indirizzata all’Italia in cui la Commissione europea chiederà chiarimenti sulla manovra 2015 e metterà in guardia Roma contro il rischio di violare le regole europee. La lettera sarà inviata oltre che all’Italia ad altri 4 paesi, tra cui la Francia. La lettera dovrebbe contenere richieste precise per il nostro Paese sulla grandezza dell’aggiustamento strutturale dei conti, ma anche sulle coperture previste per le spese della manovra e per varare le riforme annunciate.

Intanto il Premier in Aula in Senato parla anche all’Europa, non solo ai senatori, e chiede che si parli di crescita e di smetterla con la subalternità culturale del nostro Paese. Rispondendo anche alle questioni contenute nella lettera di Bruxelles.

“L’Europa è la Cenerentola dello sviluppo mondiale, – ha spiegato Renzi – non è solo un problema dell’Italia. Credo sia non rinviabile una discussione su come uscire dai margini stretti del solo rigore e impostare una strategia che vede oggi i paesi Europei largamente deficitari”. “Nell’ultimo Consiglio Ue per la prima volta è tornata la parola crescita, dopo un dibattito acceso con gli olandesi e gli altri artefici del rigore. È non rinviabile una discussione su come l’Europa vuole provare a uscire dai margini stretti del rigore per impostare una strategia di crescita”, ha detto ancora il Premier.

 Parte dell’intervento di Renzi è stato dedicato alla lettera nella quale l’Europa chiederà chiarimenti sulle rispettive leggi di bilancio all’Italia e ad altri 4 Paesi, fra cui la Francia. “Vorrei stimolare la comunità italiana, l’opinione pubblica, gli editorialisti, a fare un salto di qualità nella discussione – ha detto al Senato Renzi – Lo dico con franchezza. Quando un sottocommissario Ue o un portavoce dice mezza parola vengono fuori i titoloni come ‘L’Europa minaccia l’Italia’. Così viviamo una subalternità culturale”. Il premier ha quindi aggiunto che dall’Europa sono in arrivo “rilievi sempre fatti rispetto alla legge di Stabilità, naturali, come è naturale che l’Italia sia protagonista con la propria voce senza diktat esterni”. “Con il Consiglio europeo di domani – ha concluso – si conclude una lunga stagione. Sarà un passaggio davvero rilevante. L’Europa volta pagina nella guida delle istituzioni e si apre una nuova stagione”.

La sfida sembra davvero avvincente. In Italia i partiti e gli schieramenti cambiano alla velocità della luce. Il partito della Nazione, si muove con la stessa rapidità con la quale peones e veterani cambiano schieramento, ma punta a diventare una nuova DC, con tutte le complessità e le correnti della ‘Balena bianca’; con una grande differenza: questo sarà un partito personale.

Renzi sembra dica ai suoi che smetterà di fare il Premier a 47 anni, che tradotto significa concludere la legislatura sino al 2018 ed essere rieletto per altri cinque anni di governo. Ma mentre in Italia, tutto sembra cambiare per restare uguale, in Europa non cambia nulla e le letterine di ammonimento continuano ad arrivare oggi come ieri. Con Renzi come con Berlusconi.

Share

Leave a Reply