Pensioni, pagamenti il 10 del mese solo per i trattamenti doppi (Inps-Inpdap)

Pensioni, pagamenti il 10 del mese solo per i trattamenti doppi (Inps-Inpdap)

Tutti i dubbi sui pagamenti delle pensioni sono stati fugati nella giornata di mercoledì, quando da fonti degli Istituti di previdenza, sono state rese note le precisazioni su alcune anticipazioni di stampa, che avevano spostato le riscossioni al 10 di ogni mese, mettendo in crisi ed apprensione milioni di pensionati. La data del 10, riguarderà, solo i pensionati titolari di un trattamento previdenziale doppio (Inps-Inpdap – circa 800mila ndr)  e far data anno 2015. Per altro non è neppure stato reso noto il mese, che potrebbe essere gennaio, anche se non viene confermato nelle note ufficiali diffuse dal ministero dell’Economia. Per gli altri 15 milioni, ovvero la maggioranza dei pensionati, nulla cambierà: resteranno invariate le date di pagamento degli assegni. La norma che ha fatto entrare in fibrillazione milioni di pensionati e naturalmente anche le loro organizzazioni di tutela, era contenuta al terzo comma del provvedimento di Stabilità e che era stata diffusa, senza alcuna correzione: “A decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure ed i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di più trattamenti”. Sul punto era stata puntuale e probabilmente decisiva, la posizione immediatamente assunta dallo Spi-Cgil con la Segretaria nazionale, Carla Cantone: “Ci siamo ribellati a un’ingiustizia e se non avessimo fatto sentire la nostra voce non l’avrebbero cambiata. E’ un risultato parziale, non saremo del tutto soddisfatti fino a che non torneranno indietro anche sull’unificazione al 10 del mese per gli 800.000 pensionati che ricevono il doppio assegno Inps-Inpdap. Perché l’unificano al ribasso?”. Sia la Cgil che gli altri sindacati dei pensionati, hanno già chiesto un incontro urgente al Governo sui temi che hanno creato allarme tra i pensionati. Sulla questione va letta anche la nota congiunta diffusa da Cgil, Cisl e Uil pensionati, con i segretari generali Cantone, Bonfanti e Bellissima: “Si tratta di un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani. La manovra, non solo non prevede alcun sostegno per i pensionati come ad esempio l’estensione del bonus di 80 euro, ma li penalizza con il rinvio del pagamento dell’assegno e i tagli alle Regioni che si tradurranno in una riduzione dei servizi assistenziali e in tagli alla sanità”. Ma le organizzazioni sindacali dei pensionati hanno già messo in cantiere una mobilitazione per il prossimo 5 di novembre a Roma, Milano e Palermo.

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