Merkel si coltiva i nemici

Merkel si coltiva i nemici

La lezioncina della Cancelliera Merkel che chiede ai partner meno virtuosi economicamente, trova una comprensibile reazione sia in Francia che in Italia. Dopo le esternazioni del ministro delle Finanze del Governo di Parigi, che aveva avvertito l’integerrima leader tedesca (che probabilmente non ricorda, o ricorda poco i tempi della sua vecchia Germania dell’Est) ieri è stata la volta di Matteo Renzi, che è volato a Londra per incontrare il Premier britannico Cameron, e pochi minuti prima del vertice a Downing Street ha fatto rimbalzare sulle agenzie una sua dichiarazione che certamente non ha fatto piacere alla collega tedesca: “Noi rispettiamo il tre per cento ma anche la decisione di un Paese libero e amico come la Francia. Nessuno ha il diritto di trattare gli altri Paesi come studenti. Se la Francia ha deciso così – ha aggiunto – avrà i propri motivi, io sto dalla parte di Hollande e Valls”. Va detto che la posizione del Governo francese, a parte la dichiarazione di Renzi è condivisa anche dalla sinistra del Partito Democratico italiano con l’ex viceministro dell’Economia, Stefano Fassina: “Finalmente, a un passo dal baratro elettorale e economico, il governo francese e il presidente Hollande hanno rialzato la testa con uno scatto di autonomia culturale e politica e riconoscono che la linea mercantil-liberista della Troika porta a fondo l’eurozona. Speriamo che il governo italiano sia in sintonia e si costruisca un fronte per correggere radicalmente un’agenda che, altrimenti, ci porterà al naufragio. Rispetto alla Francia – ha detto ancora Fassina – noi abbiamo un deficit più basso ma, negli ultimi anni, abbiamo perso 10 punti di Pil perché abbiamo continuato a fare avanzi primari molto elevati. Abbiamo un debito pubblico che continua a crescere e temo sia arrivato a una soglia di insostenibilità. Quindi bisognerebbe avere determinazione, cogliere le opportunità che la svolta francese offre per costruire un fronte di Paesi che salva l’euro, perché altrimenti l’eurozona andrà a fondo”.

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