Licenziamenti all’Opera di Roma, i Sindacati chiedono le dimissioni di Franceschini

Licenziamenti all’Opera di Roma, i Sindacati chiedono le dimissioni di Franceschini

“Le segreterie nazionali non possono che vedere negli accadimenti di Roma una conferma del progetto istituzionale che parte da lontano. E’ un chiaro passo nella cancellazione del ruolo di tutela della cultura. Il licenziamento è un campanello d’allarme per chiudere definitivamente il rapporto con le istituzioni sorde a una legge di sistema e aprire da subito percorsi legali atti a far definire le illegalità e scendere in stato di agitazione chiedendo ufficialmente le dimissioni del ministro Franceschini che sta avallando un disegno destabilizzante che parte dal Teatro di Roma”. Con queste parole le quattro sigle sindacali Cgil Cisl Uil e Fials, insieme al  Coordinamento nazionale dei lavoratori dei 14 enti lirici e sinfonici hanno detto la loro nel merito delle questioni legate del Teatro dell’Opera di Roma. Oltre all’unitarietà delle posizioni. È stata anche messa programmata una manifestazione “che assuma il compito di richiamare l’attenzione sulla situazione dei lavoratori che hanno l’unica colpa di essere dipendenti di un sistema fallimentare”. La data e il luogo sono ancora naturalmente ancora da definire”. Ma i dal coordinamento dei 14 enti lirici e sinfonici arriva anche altro. Si parla di  adesioni e testimonianze di solidarietà ricevute da ogni parte del globo: “Per la petizione on line –si legge in una nota- in due giorni abbiamo raccolto 10mila firme da tutto il mondo che arrivano direttamente al sindaco Marino”. E’ quanto annunciato da un lavoratore durante l’assemblea del Coordinamento nazionale dei lavoratori dei 14 enti lirici e sinfonici. La petizione chiede il ritiro del licenziamento collettivo di orchestra e coro del Teatro dell’Opera di Roma. “La richiesta di non mollare ci sta arrivando non solo da qui ma anche dall’estero – ha continuato il musicista – Ci sono arrivate lettere di sostegno dall’Inghilterra al Giappone. “Sono quarant’anni che lavoro e dico che dentro quella buca e sul quel palcoscenico non entrerà mai un’altra orchestra, ci devono ammazzare tutti. Stasera a Zurigo dei nostri colleghi hanno in programma un concerto e lo dedicano a noi mentre i colleghi francesi ci hanno proposto di fare una conferenza stampa a Parigi. Dobbiamo allargare tutto a livello europeo”.

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