Legge stabilità, enti locali a Renzi: “Impossibile garantire servizi essenziali”

Legge stabilità, enti locali a Renzi: “Impossibile garantire servizi essenziali”

Le conseguenze della legge di Stabilità peseranno su comuni, regioni e province. Dopo lo scontro con i presidenti di regione, ora anche le province ed i comuni si ribellano ai tagli del Governo. Dal canto suo Renzi risponde con la proposta di una revisione dei tributi locali.
“In prospettiva faremo una local tax al posto della miriade di tasse e tributi”. Spiega il premier Matteo Renzi, nell’incontro con i Comuni ricevuti a Palazzo Chigi. Sulla contestata legge di Stabilità aggiunge: “Ci confrontiamo nel merito: noi vogliamo mantenere questi saldi, su questo non si discute ma se avete controproposte entro questo perimetro siamo pronti a discuterne”. “Abbiamo cominciato ad aggredire la spesa centrale, presto metteremo online ogni centesimo di spesa dei ministeri”, afferma poi Renzi, nell’incontro con l’Anci nella sala della biblioteca Chigiana, parlando dell’impegno del governo per ridurre i costi dei ministeri.
Ma gli enti locali la pensano diversamente: “I sindaci neo eletti, presidenti di Provincia e gli amministratori provinciali, analizzata la Legge di Stabilità 2015, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane”. E’ quanto scrivono in un ordine del giorno i presidenti delle Province riuniti in assemblea a Roma. “Servizi che, dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell’ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico. Questi servizi – concludono – nel 2014 hanno avuto un costo di 3 miliardi e 188 milioni. Con i tagli imposti dalla legge di Stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all’azzeramento totale nel 2017”.

I sindaci ritengono che la riduzione di un miliardo su città metropolitane e province “sia di difficile sostenibilità”. Ha detto il presidente dell’Anci, Piero Fassino, uno tra i più renziani della vecchia guardia, al termine dell’incontro con il governo. “Le città metropolitane – ha spiegato – hanno funzioni superiori a quelle delle vecchie province; tagliare risorse a chi dovrebbe fare più cose è una contraddizione. Le province di secondo grado hanno minori funzioni che vanno comunque assolte: altrimenti non possono fare nulla”.

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