Lazio, la sanità volta pagina

Lazio, la sanità volta pagina

“Negli ospedali non può esserci la stessa lista d’attesa per chi ha una malattia oncologica o per chi deve fare un semplice controllo. Per risolvere questo problema ci daranno una mano i medici di famiglia: nelle ricette per gli esami in ospedale indicheranno i casi più seri che non dovranno più aspettare troppo a lungo. Sappiamo che la sanità del Lazio ha ancora tante difficoltà, ma facciamo un altro passo avanti”. Con queste parole il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, grazie alle pagine di Facebook, fissa le linee guida contenute nell’intesa raggiunta, con i medici di medicina generale, sulle priorità da dare alle condizioni cliniche dei loro pazienti.  A partire dal 1 dicembre 2014, i medici di medicina generale dovranno infatti indicare nella ricetta sia il quesito diagnostico sia la classe di priorità per le prestazioni previste dal Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa (DCA 437 del 28/10/2013). È una delle novità inserite nell’accordo tra Regione Lazio e le organizzazioni sindacali della medicina generale (FIMMG, Smi, Snami, Intesa sindacale) per la “Riorganizzazione dell’assistenza territoriale e la medicina d’iniziativa”, presentato, nella sede della giunta regionale. Sono quattro le classi di priorità, che corrispondono a quattro lettere dell’alfabeto: U (urgente): da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore; B (Urgenza breve) da eseguire entro 10 giorni; D (differibile) da eseguire entro: 30 giorni per le visite, 60 giorni per le prestazioni ambulatoriali; P (senza priorità) prestazione programmata per i pazienti cronici. 

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