La Roma pari con la Samp e la Juve allunga

La Roma pari con la Samp e la Juve allunga

L’ottava giornata si presentava come quella delle occasioni da prendere al volo per diverse squadre,  ma non tutte ne hanno approfittato e la classifica ne ha tratto le conseguenze.

Il tema principale di questo turno rimaneva la verifica delle conseguenze post Champions per le due prime della classe, uscite con le ossa rotte dagli incontri europei infrasettimanali. Gli esiti di campionato  hanno visto la Juve in ripresa e la Roma ancora dolorante.

Juve, missione compiuta. I bianconeri, con il Palermo in casa, dopo il pari romanista scaturito dall’anticipo di sabato, potevano e dovevano solo vincere, per ripristinare il distacco di tre punti vanificato dal Sassuolo la giornata  precedente e così è stato: sono bastati due gol, uno per tempo, dei redivivi Vidal e Llorente per conquistare i punti necessari per confermare il primo posto, mantenendo a dovuta distanza la Roma.  L’unica nota negativa per l’undici di Allegri,  la forma ancora precaria di Andrea Pirlo, sostituito a metà ripresa: per la Juve è indispensabile che lo stesso torni al più presto ai suoi normali, elevati, livelli, riprendendo in mano la squadra.

Roma,  mancata conferma.  Dalla  difficile  trasferta a Genova contro la Samp, dalla Roma ci si attendeva quanto meno la conferma del mantenimento di distanze dalla Juve e, soprattutto, la volontà di riscatto dopo la debacle col Bayern e, invece, nulla di tutto questo.  Per i giallorossi, dopo una partita anche interessante per le occasioni avute e sprecate, è finita  a reti bianche, con il rinvio ad altre occasioni, che chissà quando capiteranno, per riavvicinarsi alla Juve.  Tutto sommato, la Roma non è dispiaciuta ma le sono  mancate le capacità realizzatrici: per Garcia, urge trovare rimedi continuativi, non potendo contare sempre sui miracoli dell’eterno Totti.

Terze forze: Sampdoria e Udinese.  Da sabato sera, tutti davano per scontata la vittoria milanista sulla Fiorentina per scavalcare al terzo posto la Samp e, invece, alla compagine doriana è bastato un punticino per mantenere salda la posizione seppure in coabitazione con l’Udinese dell’intramontabile Di Natale, ieri ancora in gol (e siamo a quota 198).  Mihajlovic e Stramaccioni meritatamente  sugli scudi per quanto finora fatto con le loro squadre che, di certo, in partenza, dagli organici,  nessuno poteva prevedere a ridosso delle grandi.

Milan, occasionissima fallita.  Per il Milan, un’eventuale vittoria con la Fiorentina, avrebbe significato posizionarsi, solitario, al terzo posto e, soprattutto, il grande ritorno nell’elite, confermando lo stato di forma del nuovo organico targato Inzaghi.  Ne è venuta fuori, per i rossoneri, una partita scialba, nella quale sono mancati proprio i protagonisti delle precedenti vittorie e gli unici raggi di luce sono state le due reti che hanno fissato il pari, risultato che sta bene solo alla squadra viola ma che impedisce al Milan quel decollo che tutti si attendevano. Il Diavolo è stato superato anche dall’Udinese e raggiunto dalla sempre più sorprendente Lazio che grazie ad un gol del ritrovato Klose ha liquidato il Torino conquistando la quarta vittoria consecutiva e proponendosi quale undici più redditizio del campionato

Napoli, che riscatto !   Dopo la magra figura in terra svizzera,  in Europa League, e, soprattutto, dopo le vivaci contestazioni da parte dei suoi tifosi,  il Napoli si riabilita a pieni voti, forse fin troppo,  annientando il Verona  (6-2), ritrovando se stesso come squadra, Higuain  e Hamsik come cannonieri; tripletta per il primo e doppietta per il secondo e le recenti amarezze sono accantonate, in attesa, adesso, della risalita in classifica.

L’Inter solo i tre punti.   La crisi di gioco dell’Inter è stata confermata anche a Cesena dove, però,  gli uomini di Mazzarri sono riusciti a vincere grazie ad un rigore trasformato da Icardi, difeso contro un avversario in dieci dalla metà del primo tempo.  La tonificante vittoria, che tanto bene fa alla classifica e al morale dopo le infinite polemiche delle ultime settimane, non ha, però, eliminato i dubbi sul gioco espresso dalla compagine nerazzurra, apparso ancora molto limitato e insoddisfacente. In questo contesto di grigiore, ben vengano, comunque,  i tre punti, in attesa di tempi migliori.

Le altre.  Travolgente Cagliari ad Empoli con uno squillante 4-0 che ha fatto ritornare alla memoria la Zemanlandia di altri tempi quando anche i difensori  andavano a segno con facilità.  A nulla è servito il cambio dell’allenatore al Chievo, sconfitto in casa dal Genoa mentre si fa sempre più dura per Donadoni a Parma dopo la vittoria del Sassuolo che esce dalla zona calda nella quale permangono Cesena e Palermo.

Prossimo turno già da domani.  Turno infrasettimanale per la nona giornata che inizia domani, martedì con Sassuolo Empoli per chiudersi giovedì con Verona-Lazio.  Sembra facile per la Roma, sulla carta, in casa col Cesena, un pò meno facile per la Juve col  Genoa a Marassi.  Inter-Sampdoria servirà a saggiare le reali forze delle due squadre, mentre dal Napoli, a Bergamo con l’Atalanta, dall’Udinese a Firenze, e, soprattutto, dalla Lazio a Verona  e dal Milan a Cagliari,  ci si aspettano conferme per continuare a sperare di mantenere  o di aspirare alle posizioni da coppe europee.

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