La Nato rileva un’intensa attività dei caccia russi

La Nato rileva un’intensa attività dei caccia russi

Negli ultimi due giorni, a turbare i cieli europei ci ha pensato un’insolita e significativa attività da parte degli aerei militari russi sul Mar Nero, Mare del Nord, Mar Baltico e Oceano Atlantico. Secondo la Nato, oltre 26 aerei russi tra caccia, bombardieri e aerei cisterna, hanno volato nello spazio aereo europeo tra martedì e mercoledì con “potenziali rischi per l’aviazione civile, poiché il controllo aereo non può rilevarli e quindi non può assicurare che non interferiscano con i voli civili”. Il tutto, dopo una settimana dalla violazione dello spazio aereo estone, negata da Mosca ma considerata una provocazione senza scusanti da parte della Nato. In risposta all’attività dei russi, sono intervenuti caccia partiti da Novergia, Regno Unito, Portogallo, Turchia e Germania in uno scenario agghiacciante da guerra fredda. Dal momento delle tensioni scoppiate in Ucraina, la Nato ha registrato un incremento significativo dell’attività aerea russa: rispetto al 2013, il numero dei caccia russi intercettati dall’Alleanza è triplicato. Tra l’altro, nella giornata di ieri, il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato il successo del lancio del missile tattico Bulava dal sommergibile nucleare russo Yury Dolgoruky nel Mare di Barents fino all’obiettivo posto in un poligono russo nella penisola di Kamciatka. La Nato rimane in allerta.

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