La Juve vince e si stacca, fra mille polemiche

La Juve vince e si stacca, fra mille polemiche

Alla fine di una soffertissima partita ha vinto la  Juventus, ancora una volta, con uno strascico di polemiche  e recriminazioni che contribuiscono solo ad invelenire il clima di un campionato che è appena alla sesta giornata di andata.

Juventus-Roma era stata presentata con troppe, eccessive aspettative come se fosse una finale di chissà quale torneo: sul fronte bianconero, si voleva confermare la continuità della propria, indiscutibile,  forza, su quello giallorosso si ambiva ad interrompere questo predominio.  In conseguenza di queste motivazioni, in campo,  si è visto più agonismo che tecnica, più tensioni che equilibri e la partita è diventata interessante più che altro per le negative decisioni arbitrali che sicuramente hanno finito col pesare sul risultato: almeno due rigori su tre non erano tali ed anche il terzo lascia non pochi dubbi, il gol che ha fissato il risultato, a seconda della visuale,  poteva anche essere non convalidato (lo stesso Allegri si è espresso in questo senso), il parapiglia finale e, negli spogliatoi, le pesanti dichiarazioni di Totti che, ormai, ricalcano, quelle  degli anni passati in analoghe circostanze,  hanno costituito i motivi di interesse dei tifosi.     Errori arbitrali e sospetti hanno prevalso sul calcio giocato.

Infatti, al di là di tutto questi spiacevoli contorni, lo scontro diretto fra le due regine, ha fatto vedere bene poco di calcio vero e piacevole,  per il quale gli spettatori pagano il biglietto allo stadio e l’abbonamento a casa: esclusa la bella azione del vantaggio romanista condotta da Gervinho e conclusa da Iturbe e il tiro di Bonucci,  non s’é visto quasi nient’ altro e la Roma, dopo il pareggio non ha più evidenziato la volontà di vincere,  al contrario della Juve che ha creduto di più nelle proprie possibilità imponendosi di forza, dopo aver colpito una traversa.

Le conclusioni: tre punti preziosissimi per la Juventus che, comunque, almeno per ora, si è liberata della maggiore avversaria e guarda tutti dall’alto.  La Roma non ha sfigurato ma avrebbe potuto osare di più; deleterio sarebbe se, ora, se nel clan romanista, prevalesse la rassegnazione di arrivare ancora secondi, come ha detto Totti, perché la strada è ancora molto lunga e l’unica maniera per vedere dove porta è quella di percorrerla con ritrovata determinazione e convinzione delle proprie possibilità.

Le seconde forze  A ridosso della separata coppia di testo troviamo la sorprendente Sampdoria che, con la terza vittoria consecutiva,  ha scavalcato l’Udinese,  bloccata in casa sul pari dal Cesena con un rigore al 92′.

Milan, vittoria  tonificante   Senza strafare il Milan ha superato il Chievo, scacciando gli incubi delle piccole squadre dopo gli imprevisti pareggi di Empoli e Cesena, affrontando, così, la sosta in un clima più disteso.  L’undici di Inzaghi è ancora alla ricerca di una struttura di gioco, considerato il ribaltone rispetto al passato, e, per vincere, è costretto ad affidarsi agli spunti dei singoli; stavolta hanno provveduto Muntari,  con un tiro sporco ma decisivo per sbloccare il grigiore dello 0-0,  e Honda, con una delle sue magiche punizioni che lasciano tutti a bocca aperta.  Il Superpippo punta innanzitutto a segnare e gli attaccanti non mancano,  anzi, forse sono pure troppi e qualcuno continua ad essere sacrificato.  Gran soddisfazione per l’attacco più prolifico e, in parte, anche per la difesa che, nella circostanza, ha comunque tenuto: questo lascia ben sperare anche se, per il futuro,  ci si dovrà confrontare con avversari un tantino più forti del Chievo che, a detta del suo allenatore, avrebbe meritato qualcosa in più.

Zemanlandia già sparita ? Dopo il roboante exploit di S. Siro con l’Inter, il Cagliari, viene superato a Verona, nonostante un buon primo tempo, ma alla fine i locali  ridimensionano l’undici sardo, grazie ad un gol di Tachtsidis, proprio  il pupillo di Zeman alla Roma; quando si dice l’ingratitudine….

Il Napoli fatica ma rimonta.   A Napoli, praticamente per 2/3 dell’incontro si è giocato in una sola area, quella del Torino, per rimontare il gol di Quagliarella, e si è assistito alla sagra dei gol mancati, sciupati o  parati da un portiere, Gillet, dalle sette vite.  Gli uomini di Benitez, alla fine sono riusciti a capovolgere, meritatamente,  il risultato e a rimettersi in carreggiata.

La Fiorentina affonda l’Inter.  Strepitosa Fiorentina, inguardabile Inter: è finita 3-0 per i gigliati ma il risultato avrebbe potuto essere ancora più corposo per i diversi gol mancati.  Viola in netta, decisa, ripresa, nerazzurri, ancora una volta colati a picco non solo in difesa (ben 7 i gol subiti nelle ultime due partite) ma soprattutto nel gioco che continua ad essere involuto e deludente. O Mazzarri corre  ai ripari o ci potrebbero pensare altri per lui.

Lazio vittoria di forza.  Lotito era tutto gongolante per la seconda vittoria consecutiva della sua Lazio, contro un arcigno Sassuolo che, con due gol del redivivo Berardi, ha sperato fino all’ultimo di acciuffare il pareggio. Con questo successo l’ambiente laziale dovrebbe rasserenarsi anche perché le potenzialità non saranno quelle top decantate dal suo presidente ma sono sicuramente elevate.

I bassifondi   La parte bassa della classifica comincia a delinearsi fra conferme di squadre che continuano a non vincere  (Palermo e Sassuolo) e sorprese (Atalanta e Parma) che aspiravano a ben altre posizioni ma sono rimaste impelagate.

La seconda sosta per gli impegni delle nazionali potrà consentire a tutti un primo esame della situazione ma gli organici, per ora,  non possono essere toccati e resteranno gli stessi  fino al mercato di gennaio.

Dante   Columbro 

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