Juve-Roma verso i supplementari di polemiche infinite

Juve-Roma verso i supplementari di polemiche infinite

I tempi supplementari di Juventus-Roma  continuano,  imperterriti, anche fuori dal campo e a nulla vale  che la partita sia ormai finita da più di  24 ore: dichiarazioni roventi,  repliche e controrepliche, sottintesi e malignità, arbitraggio sotto feroce accusa e, dulcis in fundo, puntuale,  non la solita interrogazione parlamentare ma due, anzi, addirittura tre.  Ma andiamo con ordine. Forse mai come in questa circostanza,  sulle cervellotiche decisioni arbitrali c’é stata una concordanza quasi unanime e il quasi lo si lascia solo a qualche juventino che, pro domo sua,  ha preferito non infierire troppo sull’arbitro Rocchi.   Quest’ultimo, in Italia, ritenuto secondo solo al mondiale Rizzoli,  è incappato in una giornataccia che, sia chiaro, può capitare a chiunque sia in ambito professionale che sportivo e fin qui ci può stare.

Il problema inizia quando a beneficiare di questa giornataccia, alla fine,  è la “solita” Juve, la quale, sia detto con altrettanto inciso, era,  rimane e forse lo rimarrà ancora per parecchio,  la squadra più forte e, in quanto tale, quindi,  la meno bisognosa di soccorsi arbitrali.  Queste considerazioni furono fatte su tutti i mass media lo scorso torneo in occasione del famoso, storico,  gol di Muntari (palla dentro abbondante di mezzo  metro ricacciata da Buffon), visto dal mondo intero ma non dal team arbitrale,   il 26 febbraio  2012, nel famoso scontro scudetto fra Milan e Juve, finito con un pareggio che lasciò la classifica immutata, con la Juve in testa, ovviamente.

Dando per scontata la buona fede di Rocchi, viene spontaneo pensare, allora,  alla mai tramontata “sudditanza arbitrale” che, psicologicamente (e inavvertitamente ?) quasi impone al fischietto di turno  di non mettersi mai contro i potenti per non pregiudicare la propria carriera  e, in Italia,  si sa, da anni,  non esiste una squadra più forte e una società più potente della Juventus.

In queste circostanze , però, il tifoso comune non juventino, dubbioso o ingenuo che sia,  rimane sempre piuttosto perplesso per questi regali, diretti o  indiretti o  involontari, comunque, offerti alla Vecchia Signora e non al Sassuolo o al Cesena e, nella fattispecie di sabato, si chiede quale risultato sarebbe maturato se Rocchi avesse valutato diversamente i tre episodi contestati, visto che la Roma è stata decisamente all’altezza della Juve, riducendo le distanze stratosferiche dello scorso anno….

Certo, Totti che spara a zero, insinuando maliziosi dubbi, non rende un utile servizio alla serenità del campionato; i due parlamentari, uno di destra e l’altro di sinistra, appartenenti a schieramenti in questo caso più che mai uniti trasversalmente, che si sono riservati di portare la questione in parlamento, hanno  esageratamente rivestito la stessa di risvolti politici, trascurando, magari, ben altri  problemi, gravi ed urgenti, bisognosi  di interrogazioni e chiarimenti governativi.

Ma,  come se non bastassero queste interpellanze, stavolta ce ne sarà una terza a livello di Parlamento Europeo, nella quale, per gli incontri  di cartello disputati da  squadre quotate in Borsa,  verrà richiesto il ricorso ad arbitri internazionali. Questo perché un risultato negativamente influenzato da decisioni arbitrali potrebbe pesare  sulla quotazione del relativo titolo e magari il malcapitato arbitro di turno rischia pure una denuncia dalla Consob per…..aggiotaggio.

Forse in tutto questo bailamme di interventi, il più concreto è stato quello del presidente della FIGC, Tavecchio,   il quale  richiamando tutti alla calma, ha manifestato l’intenzione di farsi promotore di una richiesta alla FIFA  per accelerare l’introduzione della tecnologia per i casi dubbi sul posizionamento dei falli al limite dell’area di rigore”; suggerimento analogo,avanzato dallo stesso Garcia.

Certo, se gli episodi contestati fossero stati filtrati da una  moviola, sicuramente non sarebbero sorte le polemiche che ora ammorbano l’atmosfera calcistica.

Ormai negli stadi non esistono più interessi meramente sportivi o di campanile ma, innanzitutto e forse solo quelli economici; a seconda, dei tempi e delle sponde sulle  quali gli addetti ai lavori operano,  certe motivazioni possono valere o no, per la difesa degli interessi della società di appartenenza.                       Un esempio ?    Garcia ieri ha ironicamente dichiarato:  ” a Torino le aree sono di 17 metri”, nella sostanza,  più o meno come Allegri che, sulla panchina del Milan,  in occasione nello storico gol di Muntari non convalidato, affermò:  “O hanno sbagliato a tracciare il campo o la linea era più grossa”.   Peccato che sempre Allegri, ora sulla panchina della Juve, sulle decisioni di Rocchi, furbescamente svicolando, non si sia pronunciato  che in questa sbrigativa  maniera, senza fare più questione di misure: “In 7 anni di A mai mi sono lamentato degli arbitri;   lui ha preso le decisioni che doveva prendere”. Amen.

Conclusioni:  per gli allenatori, a seconda della panchina sulla quale si sta seduti,  le misure del campo cambiano, restringendosi o allargandosi, per la propria convenienza  del momento . Allegri docet.  

Propizia più che mai,  arriva ora la sosta del campionato per gli incontri delle nazionali e ci si augura che l’interesse per l’Italia di Conte prenda il posto degli errori di Rocchi, il quale, conoscendo le abitudini corporative dell’Aia, assai restia a punire chi sbaglia, forse lo lascerà senza fischietto per una o due domeniche, non escludendo, però, un suo utilizzo come direttore di linea, se non altro per consentirgli di allenarsi, forse,  per visualizzare meglio l’entità dei centimetri…..

Dante    Columbro

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