Isis, decapitato britannico. Nuove minacce per Obama

Isis, decapitato britannico. Nuove minacce per Obama

Mentre i terroristi dell’Isis lanciano nuove minacce contro il Presidente degli Stati Uniti, Obama, è tornato al lavoro, spietato come sempre il boia londinese dell’organizzazione criminale jihadista. Questa volta ha mozzato la testa all’ostaggio britannico, Alan Henning. E’ la quarta orribile e barbara esecuzione di queste ultime settimane. Non è servito a nulla, come per altro accaduto per altri ostaggi, l’appello lanciato dai familiari della vittima. Questa volta era stata la moglie di Henning a rivolgersi alle bestie dell’Isis: “Lasciatelo andare. E’ un uomo buono” . Aveva scritto in una lettera appello. Ma nel pieno rispetto del loro copione criminale è andata ancora una volta in scena la raccapricciante scena video dell’esecuzione capitale.Henning era un tassista inglese di 47 anni, una moglie e due figli, in Siria dal 2013 per una missione umanitaria, che gli è però costata la vita. Inevitabile e durissimo il commento del Premier britannico Cameron: “ Il brutale – fa sapere Cameron in una nota – mostra quanto siano barbari e ributtanti questi terroristi. Faremo tutto il possibile per stanare questi assassini e portarli davanti alla giustizia”. Ma per il Regno Unito, l’incubo non finisce, visto che nelle mani dell’Isis c’è un altro ostaggio, John Cantlie. Anche per lui da registrare l’appello rivolto ai sequestratori dal padre anziano e malato, che sembra aver compreso dolorosamente quale potrà essere la sorte del figlio. “Sappiate- dice il papà in un video- che è un uomo buono, che voleva solo aiutare i siriani e vi chiedo, in nome di quanto c’è di più sacro, aiutateci e permettetegli di tornare a casa sano e salvo, da coloro che ama e che lo amano”. Ma se il macabro copione sarà anche in questo caso rispettato, Cantlie, seguirà la sorte degli altri ostaggi.

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