Il Demanio lascia a bocca asciutta Roma

Il Demanio lascia a bocca asciutta Roma
Trecentotrenta sì e 581 no. E’ questo il dato registrato dal Lazio relativamente all’attuazione delle procedure di trasferimento degli immobili dallo Stato agli Enti locali, il cosiddetto “Federalismo demaniale” e che, in queste ore, è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia per il Demanio. Quanto a Roma, si tratta di un vero e proprio schiaffo che resta quasi a bocca asciutta nella cessione di immobili e grandi strutture sulle quali contava per avviare piani di sviluppo. Nella sostanza il Demanio ha negato il trasferimento di molti beni statali. Il Campidoglio che si è visto rifiutare 60 richieste a fronte delle 37 concessioni. Il Comune, infatti, con una delibera di giunta del 24 settembre del 2013, aveva presentato un elenco per richiedere l’attribuzione a titolo non oneroso di 102 beni tra i quali erano presenti anche forti militari e caserme. Ed è proprio il “peso” dei beni rimasti nella disponibilità dello Stato a fare la differenza su quelli concessi. Tra i “no”, infatti, spiccano quelli per due aree stradali in via dei Fori Imperiali, per i vari forti militari tra i quali Forte Bravetta, Forte Ardeatina, Forte Prenestina e Forte Boccea, ma anche l’area di scambio a Ponte Mammolo, l’ex convento di Santa Teresa, la caserma Ruffo all’ex Forte Tiburtino, quella nell’ex Forte di Pietralata, le aree adiacenti alla stazione Ostiense, il palazzo degli Esami, la zona del Porto Fluviale a San Paolo.
Rimangono nel cassetto, quindi, le ipotesi paventate dallo stesso Campidoglio di destinare, ad esempio, l’area di Forte Boccea a spazio pubblico con un mercato rionale o quella di Forte Trionfale da trasformare nella nuova sede del Municipio XV. Di contro il Comune di Roma si è visto concedere, tra le altre, “aree stradali in viale Castro Pretorio, in viale dell’Università, in viale Regina Margherita, in piazzale San Lorenzo, in piazza Venezia e in via San Pietro in Carcere”. Ma anche i beni concessi al momento sono solo sulla carta, visto che, come si legge nei dati dell’Agenzia per il Demanio, nessun bene è ancora ufficialmente passato nel patrimonio del Campidoglio in quanto mancano ancora le delibere consiliari.

 

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