Gli ospedali del Lazio invertono la rotta

Gli ospedali del Lazio invertono la rotta

Migliora la qualità delle cure ecco i nuovi numeri diffusi dalla Regione.

Migliora la qualità delle cure degli ospedali del Lazio: i dati del primo semestre 2014 relativi all’attività delle strutture accreditate al Ssr promuovono la Regione rispetto ai quattro obiettivi inseriti nei criteri di valutazione dei direttori generali: la proporzione di fratture di femore operate entro 48 ore, l’offerta di interventi di angioplastica primaria negli infarti acuti del miocardio, la degenza postoperatoria per colecistectomia laparoscopica e la proporzione di parti cesarei primari sul totale dei ricoveri. Dopo i risultati postivi registrati da giugno 2013 a dicembre, il trend positivo si è ulteriormente consolidato nel semestre gennaio giugno 2014. A presentare i dati relativi agli ospedali del Lazio: il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, il coordinatore della Cabina di regia del Ssr Alessio D’Amato, la direttrice della programmazione socio-sanitaria Flori Degrassi e la direttrice del Dipartimento di epidemiologia del Ssr Marina Davoli. La proporzione di fratture di femore operate entro due giorni è passata dal 40.4% del 2013, all’attuale 48.5% con un incremento dell’8% nei primi sei mesi del 2014. L’intervento chirurgico effettuato entro 48 ore è un obiettivo possibile, “può essere effettuato almeno nel 90% dei casi”, è stato spiegato in conferenza. Inoltre la tempestività è un traguardo “salva-vite”, in quanto “riduce di un quarto il rischio di mortalità ad un anno e della metà il rischio di sviluppare piaghe da decubito”, e non solo: “Riduce la durata del dolore e le complicanze post-operatorie, oltre a ridurre i costi dell’assistenza sanitaria”. Ad illustrare i risultati nel dettaglio, il direttore scientifico di Agenas, Marina Davoli: “Neanche un cittadino su tre nella RmF veniva operato entro due giorni nel 2012, mentre oggi ne viene operato uno su due; nella ASL di Viterbo si passa da una proporzione di intervento entro le 48 ore del 20% ad una proporzione superiore al 60%. Si mantengono e migliorano ulteriormente i risultati per la popolazione residente nelle ASL RM A, C, con il S. Eugenio che ha il primato degli interventi al femore entro i tempi indicati, la D, E e la Asl di Latina”. L’offerta di interventi di angioplastica primaria negli infarti acuti del miocardio, nel Lazio è passata, invece, dal 35.5% del 2013 al 41.4 del giugno 2014, con un incremento del 6%. In questo caso, ha spiegato Davoli, “si è osservata anche una riduzione della eterogeneità per popolazione negli anni, con proporzioni per ASL di residenza che variano da un minimo del 30% nella ASL di Viterbo ad un massimo del 53% nella ASL RMB nel I semestre 2014. Il dato medio regionale, inoltre, nasconde una elevata eterogeneità per struttura ospedaliera, si passa da un massimo del 77% ad un minimo dell’8%”. Per quanto riguarda il terzo obiettivo, gli standard ottimali indicano che la degenza post operatoria per colecistectomia laparoscopica non dovrebbe superare i tre giorni. Nel Lazio “la proporzione di ricoveri con degenza postoperatoria inferiore ai 3 giorni è passata dal 61% nel 2013 al 66%, con un incremento del 5% e un’importante riduzione delta eterogeneità per popolazione negli anni”. Anche in questo caso il dato medio regionale “nasconde una elevata eterogeneità per struttura ospedaliera, si passa da un massimo del 93% ad un minimo del 5%”. Più cauti i passi in avanti relativi all’ultimo indicatore di salute: “Permangono ancora attive una serie di piccole strutture dove il ricorso al cesareo è molto elevato – ha sottolineato Davoli – ciò accade anche al Policlinico Umberto I. Si è osservata negli anni una diminuzione limitata passando dal 33% nel 2008 al 31% nel I semestre del 2014, con una eterogeneità per ASL di residenza che varia dal 25% nelle donne di Viterbo e Latina al 36% a Rieti e Frosinone”.

 

(Fonte: Regione Lazio)

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