Genova, tensioni al corteo del dopo alluvione

Genova, tensioni al corteo del dopo alluvione

“Ora Basta” è lo slogan di circa un migliaio di genovesi scesi oggi in piazza ad invocare le dimissioni della giunta regionale e comunale e dei dirigenti dell’Arpal, in seguito all’alluvione che ha colpito la città lo scorso 9 ottobre. I manifestanti chiedono “le teste” di Marco Doria e del governatore Claudio Burlando al grido di “vergogna” e “assassini”. Momenti di tensione si sono verificati quando il corteo ha raggiunto Palazzo Tursi, sede del Comune, dove si sono susseguiti lanci di uova e bottigliette di plastica, mentre le forze dell’Ordine si disponevano in assetto anti sommossa. Vittima dei manifestanti il consigliere del Gruppo Misto, Mario Baroni, che ha ricevuto spinte, sputi e insulti. Alla testa del corteo erano presenti i cantautori genovesi Francesco Baccini e Cristiano de André. “La gente – ha affermato Baccini – vuole sapere dove sono finiti i soldi per la messa in sicurezza del territorio. Qui non c’è mai nessuno che dica è colpa mia. Quando ho saputo dell’alluvione mi sono preoccupato per la mia famiglia ma è inaccettabile che ogni volta che piove si rischia il disastro e sempre nello stesso quartiere”. Invece, secondo Cristiano De André “Bisogna tornare in piazza, bisogna tornare alla parola per dire basta perché il silenzio dà ragione a chi cerca di fregarci. Genova sono gli `angeli del fango´ e da lì bisogna ripartire”. Il sindaco Doria ha incontrato una delegazione dei manifestanti, promettendo loro un nuovo incontro tra dieci giorni per fare il punto sulle loro richieste. Dopodiché, nella seduta del consiglio Comunale, ha annunciato che la giunta ha preso la decisione di ridurre o azzerare completamente i tributi per tutti i cittadini danneggiati dall’alluvione. In tal verso sarà creato un apposito fondo –sono stati già stanziati circa due milioni di euro- per coprire le tasse fino al loro azzeramento.

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