Alluvione, Fillea Cgil: “Rabbia per 35 mln euro stanziati e bloccati”

Alluvione, Fillea Cgil: “Rabbia per 35 mln euro stanziati e bloccati”

Il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, ha espresso “profonda solidarietà” alla popolazione di Genova, ancora una volta costretta a fare i conti con le conseguenze drammatiche dell’ennesima catastrofe annunciata. “Al dolore si aggiunge la rabbia e l’indignazione per il persistere di un paradosso indecente e vergognoso: da tre anni sono stati stanziati 35 milioni di euro per la riduzione del rischio idrogeologico in quel territorio; soldi che pur non sufficienti, avrebbero certamente consentito di realizzare le prime opere di messa in sicurezza di corsi d’acqua come il Bisagno, il Feraggiano, lo Scrivia” si legge nella nota di Fillea Cgil. “Ma quei soldi -attacca Schiavella- sono bloccati da una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa, avviati da imprese restate fuori dalle aggiudicazione degli appalti nei confronti delle vincitrici. Se a questa guerra dei ricorsi aggiungiamo la lentezza della macchina della giustizia amministrativa, che in questi tre anni non ha risolto i contenziosi, il quadro è quello che abbiamo visto stamane nei telegiornali, una città in ginocchio”. Schiavella ricorda, poi, che proprio una settimana fa gli edili di Genova “avevano presidiato la Prefettura per chiedere lavoro per le migliaia di disoccupati di questo settore, che in Liguria così come nel resto del Paese è alla canna del gas, e proprio in quella occasione Fillea, Filca e Feneal avevano chiesto di accelerare i tempi per l’avvio delle opere di messa in sicurezza del territorio, che rappresenta, come oggi purtroppo è stato tristemente confermato, la grande priorità del capoluogo ligure”. Chi è responsabile di questi ritardi “deve assumersi le proprie responsabilità e risponderne”, avverte, e lo stesso governo “sarebbe meglio perdesse meno tempo in comunicazione, a lanciare campagne, aprire siti e fare annunci, ma si dedicasse di più a risolvere i problemi veri del Paese”. “Sbloccare il patto di stabilità costa meno fatica, e sopratutto meno soldi, di uno spot pubblicitario”, conclude Schiavella.

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