Ebola: stabile il paziente spagnolo, ma intanto si diffonde la psicosi

Ebola: stabile il paziente spagnolo, ma intanto si diffonde la psicosi

Continuano ad essere stabili le condizioni del primo paziente infettato dal virus Ebola in Europa. La spagnola Tereso Romero, ricoverata all’ospedale Carlo III di Madrid, è finora l’unica per la quale il test sia risultato positivo nel vecchio continente, al di là dei due missionari iberici che l’avrebbero contagiata. La donna accusa al momento soltanto la febbre alta ma non ha nessuna emorragia. Presente nello stesso reparto, sempre in isolamento, il marito di lei, che al momento sembrerebbe godere di ottima salute nonostante i due abbiano vissuto a stretto contatto per sei giorni prima che i medici spagnoli si decidessero a ricoverare la Romero. Continua intanto la campagna di sensibilizzazione per salvare la vita del loro cane, Excalibur, al centro di una polemica mediatica sul bisogno di abbatterlo o meno. Nessuno al momento sembra in grado di dire con sicurezza se l’animale possa rappresentare fonte di contagio per un essere umano, così la misura non è stata accolta con entusiasmo dagli animalisti e dai molti che su Twitter continuano a far rimbalzare l’hashtag #SalvamosaExcalibur. La situazione è sotto controllo da parte della Sanità madrilena, e si esclude la possibilità dell’accendersi di un focolaio, anche se la paura nella popolazione è tanta e lo stesso Ministro Lorenzin, interpellata ieri sulla possibilità di contagio in Italia, non ha escluso la possibilità di casi sporadici nel nostro Paese.

La psicosi da Ebola continua intanto a diffondersi nonostante si contino sulle dita di una mano i pazienti europei. Così, nella civilissima Gran Bretagna, alle porte di Manchester, una bambina è stata costretta a non iniziare regolarmente l’anno scolastico dai genitori dei suoi compagni di classe. Accusata di essere un rischio per gli altri, l’unica colpa della ragazzina sarebbe quella di avere il padre originario della Sierra Leone. I due sarebbe rientrati a fine settembre dal Paese africano dopo un viaggio che tutte le estati intraprendono nel luogo natio della famiglia e, nonostante i medici le abbiano dato il via libera al ritorno a scuola, questo gruppo di genitori ha deciso di fare pressioni sul Preside per far sospendere la piccola. Dovrà così aspettare i 21 giorni di incubazione del virus prima di poter essere riammessa.

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