Ebola, medico italiano in quarantena preventiva

Ebola, medico italiano in quarantena preventiva

Un medico valdostano di Emergency, dopo un mese di lavoro in Sierra Leone è rientrato in Italia, a Quart, comune vicino ad Aosta, dove ha ricevuto l’ordine di mantenersi in “quarantena domiciliare” per 21 giorni, periodo di incubazione dell’ebola, come misura preventiva prevista dall’azienda Usl della Valle d’Aosta per evitare qualsiasi rischio di diffusione del virus. Il medico per ora non mostra alcun sintomo della malattia, e i test hanno dato esito negativo. La questione relativa alla quarantena preventiva sta suscitando più di qualche perplessità. Cecilia Strada, presidente di Emergency, ha dichiarato che fare allarmismi e parlare di messa in quarantena non serve a nessuno. Parlando del medico valdostano: “la verità è che questa persona sta bene e ha seguito tutte le procedure previste dal Ministero della Sanità” motivo per cui quest’allarme “non aiuta le persone che stanno tornando da lavori difficili con cui stanno cercando di fermare l’ebola in Africa, impedendo che arrivi anche in Europa”. Strada ha concluso con durezza: “meritano di essere trattati con rispetto, non come se fossero degli untori”.

La questione della quarantena è impazzata anche oltre oceano, quando ieri, un’infermiera di nome Kaci Hickox ha interrotto la quarantena, è uscita di casa e ha improvvisato una conferenza stampa per mostrare il suo sconcerto di fronte “a queste politiche di quarantena” che è obbligata a seguire anche se in perfetta salute. L’avvocato della donna ha ribadito la sua intenzione di non collaborare finché lo Stato non rimuoverà tutte o la maggior parte delle restrizioni. Lo Stato, da parte sua, ha dichiarato che la donna doveva rimanere in isolamento fino al 10 novembre, quando sarebbero finiti i 21 giorni d’incubazione. Ricordiamo, infatti, che fino a prova contraria, il virus si propaga attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta. Finché un malato non mostra i sintomi, inoltre, non c’è nessun pericolo per le altre persone. La Hickox è stata la prima ad essere posta in quarantena obbligatoria ma aveva subito messo in chiaro di “non essere disposta a rimanere in casa non rappresentando un rischio per il popolo americano”. La polizia, nel frattempo, aspetta solamente un ordine del tribunale del Maine che permetta loro di detenere l’infermiera.

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