Ebola, Banca Mondiale lancia appello agli operatori sanitari

Ebola, Banca Mondiale lancia appello agli operatori sanitari

L’epidemia dell’ebola continua a far palare di sé, purtroppo, e sulla questione è intervenuto anche il capo della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, nel corso di una visita in Etiopia, dove ha accompagnato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il presidente dell’Unione africana Nkosazana Dlamini-Zuma. Jim Yong Kim ha detto che “erano necessari almeno 5.000 medici e personale di supporto per battere la malattia”. Molti potenziali reclute, a suo parere, sono state troppo spaventate per recarsi in Africa occidentale. “In questo momento – ha aggiunto – sono molto preoccupato per come troveremo degli operatori sanitari” per un’epidemia che al momento ha infettato più di 10.000 persone e ne ha uccise quasi 5.000. “Spero che gli operatori sanitari capiranno che quando hanno prestato il loro giuramento lo hanno fatto proprio per momenti come questo”.

Nel frattempo in Mali, 82 persone che hanno avuto contatti, in autobus, con la bambina morta per Ebola dopo essere giunta dalla Guinea, vengono ora monitorati costantemente. Il paese è recentemente diventato la sesta nazione dell’Africa occidentale a segnalare un focolaio di ebola. I funzionari sono preoccupati che la malattia, diffusasi maggiormente in Guinea, Liberia e Sierra Leone, possa dilagare anche in Mali, anche se dal momento in cui la bambina è morta, la scorsa settimana, non ci sono stati nuovi casi segnalati.

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i morti per ebola sarebbero attualmente 4.922. Tutti, a esclusione di 27 casi, si sono verificati all’interno della Sierra Leone, Liberia e Guinea. La scorsa settimana sono morte 117 persone e i numeri fortunatamente sono in leggera decrescita. Intanto, uno degli scienziati che ha scoperto l’ebola, Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha dichiarato che presto l’ebola potrebbe diffondersi in Cina. La sua previsione si basa sul fatto che molti cinesi lavorano in Africa, cuore dell’epidemia. Sempre secondo Piot, l’ebola avrà il suo picco nei prossimi 6-12 mesi, prima di esaurirsi.

 

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