Domus Aurea, quattro passi che emozionano

Domus Aurea, quattro passi che emozionano

Riaperta le mitica residenza neroniana. Possibili tour guidati in tutti i fine settimana. Appello di Franceschini agli investitori privati per i restauri del patrimonio capitolino e non solo.

“E’ un giorno davvero importante per Roma, perché riapre sotto gli occhi dei visitatori, dei turisti e dei cittadini lo splendore della Domus Aurea. L’apertura il sabato e la domenica consentirà al cantiere di continuare a lavorare, ma contemporaneamente offrirà alle persone la possibilità di capire che straordinaria operazione di recupero e di restauro e’ in corso e perché è così importante, non soltanto per Roma e per l’Italia, ma per tutto il mondo”. Così il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, nel corso della presentazione del progetto di restauro della Domus Aurea e dell’apertura al pubblico del cantiere con percorsi guidati che si terranno il sabato e la la domenica a partire dal 26 ottobre. L’accesso sarà consentito a gruppi di massimo 25 persone, cui sarà fornito un casco di protezione. La visita su prenotazione obbligatoria, della durata di un’ora e un quarto, si articola in 15 tappe. Presenti alla conferenza, il soprintendente per i Beni architettonici di Roma, Mariarosaria Barbera e il direttore della Domus Aurea, Fedora Filippi. “Quando c’è una storia positiva, – ha detto ancora Franceschini – c’è bisogno di raccontarla al Paese. E’ una storia tenace e silenziosa di persone che hanno proseguito nel restauro e oggi compiono il primo straordinario passo per restituire al mondo e ai romani un patrimonio unico e straordinario al centro di Roma”. Franceschini l’ha definito un progetto di restauro “incredibile, che sta andando avanti bene, che richiede risorse (speriamo risorse pubbliche e risorse private con l’incentivo fiscale dell’Art Bonus) e che punta a restituire in fretta al mondo un luogo splendido che farà rimanere tutti a bocca aperta”. I lavori saranno scanditi da un cronoprogramma di 4 anni per 31 milioni (circa 8 milioni all’anno), “che consentirà di recuperare tutto il giardino sovrastante e quindi di evitare le infiltrazioni d’acqua che negli anni hanno fatto tanti danni alla meraviglia della Domus Aurea”. Poi l’appello del ministro alle imprese private, che potrebbero rappresentare una svolta per il patrimonio monumentale della Capitale: “L’apertura al pubblico del cantiere della Domus Aurea è anche un’occasione affinché grandi imprese italiane e straniere decidano di legare proprio nome ad un recupero così importante del patrimonio dell’umanità, la Domus Aurea, contribuendo con risorse private a finanziare il recupero e utilizzando l’Art Bonus, che consentirà ai cittadini e alle imprese che desidereranno farlo, anche con piccoli contributi, di detrarre il 65%. E’ un incentivo fiscale formidabile che spero sarà utilizzato per un progetto che tutto il mondo guarda e aspetta. Ci sono già delle manifestazioni di interesse, ma io vorrei che ci fosse una gara virtuosa tra le imprese. Io credo che oggi, di fronte ad un incentivo fiscale così forte, come il 65% di credito d’imposta, e in presenza di un cronoprogramma preciso di 31 milioni in 4 anni, sia un’occasione da non perdere per le grandi imprese italiane”. Nella sala Ottagono, il ministro ha poi rivolto un appello diretto alle imprese italiane: “Vorrei invitare le grandi imprese italiane a sentire proprio questo patrimonio dell’umanità. Vorremmo fare investimenti in cultura, ma non ci sono incentivi. Ora c’è l’incentivo fiscale più forte d’Europa e non vedo ancora gomitate sui vetri per investire sul recupero della Domus”. Poi ha concluso: “Pubblicheremo i nomi di chi ha deciso di finanziare il progetto, perché è giusto far sapere quali sono le imprese pronte a farlo”.
Poi la parola è passata al soprintendente per i Beni architettonici di Roma, Mariarosaria Barbera: “E’ un monumento che è nell’immaginario di tutti, quando si pensa ad una grande residenza imperiale si pensa alla Domus Aurea. Abbiamo voluto restituirlo nell’unica maniera possibile, perché i cantieri dureranno ancora e abbiamo un preventivo di 31 milioni di euro. Ci auguriamo che, utilizzando l’Art bonus, i privati si sentano invogliati a dare un contributo, perché il monumento è di tutti. Abbiamo un bene di grandissimo valore e lo stesso vale per lo staff tecnico: rompiamo questo silenzio e facciamo partecipare il mondo a questo monumento straordinario”. Così il soprintendente per i Beni architettonici di Roma, Mariarosaria Barbera, nel corso della presentazione del progetto di restauro della Domus Aurea e dell’apertura al pubblico del cantiere.
I lavori, nonostante l’apertura al pubblico il sabato e la domenica “continuano, la superficie é immensa – parliamo di 30mila metri quadri di pitture e affreschi e di una superficie di 16mila metri quadri totali – quindi è un lavoro lungo e complesso, anche perché riguarda la Domus aurea nella sua totalità: dai pavimenti alle volte, che sono molto alte e in parte devastate dalle risultanze del giardino di età moderna. Noi lo viviamo come un cantiere tenace e silenzioso, come lo ha definito il ministro”. Per il soprintendente il progetto complessivo di restauro della Domus Aurea è “molto ambizioso, abbiamo giá investito in questi anni circa 18 milioni di euro, tutti dello Stato” (per il consolidamento del monumento, ovvero i lavori della parte sottostante al giardino ndr). Queste risorse, ha spiegato, “sono servite a fare moltissime cose e a progettare un sistema integrato di copertura che dovrebbe, anzi, ne siamo convinti visti i test, evitare ulteriori danni da parte del giardino e dei suoi alberi, che hanno distrutto quello che rimaneva delle volte di un monumento già completamente spogliato dei marmi e delle decorazioni: statue, gruppi plastici e marmi preziosi che, quando non diventati calcina, hanno arricchito i musei d’Europa, a partire da quando, nel ‘500, hanno cominciato a infilarsi pittori di cui abbiamo ancora le firme: Pinturicchio, Giovanni da Udine e Raffaello”. L’apertura dei cantieri al pubblico è stata pensata “nell’ottica, da una parte, di una condivisione con il pubblico e con la collettività, che ci sostiene con le tasse, perché questi sono tutti fondi statali, e dall’altra per dare consapevolezza di quello che si fa e di quello che ancora si deve fare”.
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