Disoccupazione in Gran Bretagna al 6%: Governo esulta, parti sociali fredde

Disoccupazione in Gran Bretagna al 6%: Governo esulta, parti sociali fredde

Secondo l’ONS, l’Office of National Statistics, la Gran Bretagna ha toccato in agosto il minor tasso di disoccupazione dal 2008, da quando cioè ha avuto inizio la spaventosa crisi economica. La disoccupazione in Gran Bretagna si attesta dunque al 6%, scendendo sotto la soglia dei 2milioni di unità, un record positivo che riporta la disoccupazione britannica ai livelli del 1972. “La soglia più bassa di disoccupazione mai toccata nella storia”, ha esultato il premier David Cameron, “attestandosi sotto i due milioni. È una grande notizia. Il nostro piano ha successo, ma resta ancora molto molto da fare”.

Sul piano delle reazioni, Frances O’Grady, segretaria generale del TUC, il Trade Union Congress, la Federazione sindacale che raccoglie 58 sigle, ha sostenuto che i lavoratori britannici sono stati tenuti ai margini della ripresa economica. “Il valore reale dei redditi”, ha fatto sapere in un comunicato a commento dei dati statistici sulla disoccupazione, “è nuovamente caduto questo mese. Si tratta non solo del più duraturo e profondo taglio dei redditi che si registra, ma abbiamo anche la convinzione che non sia ancora finita”.

A sua volta, il ministro ombra laburista del lavoro, Rachel Reeves ha detto: “il calo del tasso di disoccupazione è benvenuto. Ma le nuove cifre dimostrano che i lavoratori continuano a veder cadere i loro redditi molto al di sotto del costo della vita”.

E gli economisti, che avevano pronosticato un calo più lento del tasso di disoccupazione, cosa dicono? John Philpot, direttore di The Jobs Economist, ha sostenuto che il calo del numero assoluto dei disoccupati al di sotto dei 2 milioni si spiega in parte per la crescita del numero degli inattivi, ovvero di coloro che sono disoccupati ma neppure cercano lavoro. Con i nuovi 113mila dell’ultimo rilevamento, il loro numero è salito a più di 9milioni, anche per effetto del calo della popolazione studentesca. Ma anche la creazione di lavoro si è rallentata nel mese di agosto, con più 40mila dipendenti tra luglio e agosto, che portano il numero complessivo degli occupati a 30milioni760mila unità.

Per Charles Levy, ordinario di Economia alla Lancaster University, “il calo della disoccupazione sembra essere legato ad un significativo ritiro dal mercato del lavoro. L’inattività economica è cresciuta di ben 113mila unità in tre mesi. E se ciò si unisce ad uno scarso rialzo dei redditi – è ancora della metà rispetto al tasso di inflazione – dovrebbe invece far suonare il campanello di allarme e diventare la priorità dell’attività del governo Cameron”.

Simon Walker, direttore generale dell’Institute of Directors (una sorta di Federmanager britannica, che raccoglie i manager di tutte le aziende private), parla di “testamento della forza delle aziende britanniche”. E aggiunge: “Un relativamente alto tasso di occupazione durante la fase di recessione è un rivestimento d’acciaio in una nuvola altrimenti scurissima, e sappiamo quanto abbiano fatto le aziende per mantenersi i dipendenti. La sfida ora è assicurarsi che cresca la produttività della forza lavoro e che la crescita economica sia avvertita anche dalle tasche dei cittadini. Si dà il caso che ancora troppa gente sente gli effetti della recessione in modo più duro rispetto ai benefici della ripresa. La crescita dei redditi è la vera cartina di tornasole con cui misurare la ripresa in Gran Bretagna”.

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