DirCredito/Arena: “Difendiamo le pensioni del ceto medio”

DirCredito/Arena: “Difendiamo le pensioni del ceto medio”

Non vogliamo che chi ha versato montagne di contributi nell’arco della propria vita lavorativa paghi per tutti; questo afferma Maurizio Arena, Segretario Generale DirCredito, sindacato rappresentativo delle alte professionalità del credito, che segnala l’avvio di tre cause pilota – promosse da altrettanti soci pensionati in tre diversi tribunali (Roma, Brescia e Verona), patrocinate da DirCredito, che si è assunto l’integrale onere delle spese legali. Le udienze sono state già fissate rispettivamente per il 26 novembre, 5 dicembre pp.vv. e 13 aprile 2015.

Lo scopo è di far dichiarare rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dei reiterati blocchi, totali o parziali, passati, presenti e futuri, delle perequazioni delle pensioni.

Sull’argomento è necessaria la pronuncia definitiva della Corte Costituzionale, che già aveva “diffidato” il legislatore dal reiterare provvedimenti di blocco delle indicizzazioni e dichiarato incostituzionale il contributo di solidarietà, inopinatamente ripristinato sotto altre forme.

Il nostro sistema pensionistico, continua Arena, non distingue la previdenza, frutto dei contributi versati, dall’assistenza sociale, con la conseguenza che 8,6 milioni di pensioni, sociali, di invalidità o integrate al minimo sono a carico della fiscalità generale  e, unitamente alla salvaguardia della perequazione per le pensioni medio-basse, a carico dei contributi che tutti i lavoratori, in particolare del ceto medio, hanno versato nell’arco dell’arco della loro vita lavorativa.

DirCredito, attraverso l’incarico dato ad un attuario, ha verificato che, ricalcolando le pensioni dei tre associati ricorrenti con il metodo c.d. “opzione contributivo”, oggi applicato dall’INPS a seguito della riforma Fornero ed indicizzandole dalle rispettive date di pensionamento, gli importi spettanti sarebbero superiori di alcune centinaia di euro rispetto alle somme  attualmente percepita.

Se fosse vero che il sistema pensionistico non è più in grado di reggere, conclude Arena,  l’unica soluzione equa sarebbe quella di ricalcolare tutte le pensioni con il metodo contributivo, salvaguardando le pensioni minime o poco più e le sociali, invalidità, accompagnamento, che dovrebbero essere coperte con i trasferimenti dallo Stato (ultimo dato 2012: 83,6 mld.). Per il resto a ciascuno in proporzione a quanto si è versato, indicizzando al 100% tutte le pensioni.

(Fonte:DirCredito Comunicazione)

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