Consulta: ancora nessun accordo, ennesima fumata nera

Consulta: ancora nessun accordo, ennesima fumata nera

Si sperava che con la sostituzione del senatore di Forza Italia Donato Bruno, con Francesco Caramazza, un nome vicino al centrodestra, ma con un profilo da tecnico, l’impasse si sarebbe sbloccata. Invece la guerra dei veti incrociati continua come prima, anzi, con tutta probabilità il percorso si avvia verso una salita ancora peggiore.

La nuova votazione, la sedicesima, del Parlamento in seduta comune per l’elezione di due giudici costituzionali dà come risultato ancora un nulla di fatto. Questo scrutinio sarebbe dovuto essere una fumata bianca, ma ancora una volta è stata fumata nera. Anche con il nuovo candidato di FI, Ignazio Francesco Caramazza, non si è riusciti a uscire dalla situazione di stallo. Il Parlamento dovrà quindi tornare al voto per la 17esima volta; probabilmente il 7 ottobre.

Anche stavolta nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell’Assemblea (570 voti). Luciano Violante ha incassato 511 voti. Ignazio Caramazza 450. Pur essendosi ritirato dalla corsa Donato Bruno prende comunque 66 voti: con questi consensi il candidato del centrodestra avrebbe uguagliato quello del Pd. Le schede nulle 42; le bianche 144; 37, invece, i voti dispersi.

La candidatura di Ignazio Francesco Caramazza, avvocato generale di Stato fino al 2012 ed ex sottosegretario dell’Interno nel governo Dini, stato un fulmine a ciel sereno per i membri di Forza Italia. L’indicazione dell’ultimo minuto sul nuovo nome da votare è arrivata via sms nel partito di centro-destra e molti si sono chiesti il perché di una scelta tanto “tecnica” da parte dei vertici, mentre il Pd continua a tirar dritto con Violante, politico ed esponente democratico.

Intanto per Violante il Movimento 5 Stelle ha organizzato un vero e proprio boicottaggio: “È incandidabile – annuncia il deputato Toninelli – abbiamo scoperto che non ha nessuno dei requisiti richiesti perché è un politico di professione. Non è magistrato, neanche a riposo, delle giurisdizioni superiori ordinaria e amministrative, non ha mai esercitato la professione di avvocato, non è più professore ordinario in alcuna università da almeno cinque anni né – aggiunge Toninelli – ha mai svolto attività accademica a tempo pieno da quando è in politica”.

E Grillo, sul suo blog, rincara: “Cosa aspetta Napolitano a intervenire? Qualcuno lo svegli. Magari una telefonata di Mancino può servire…”, riferendosi all’incandidabilità di Violante sostenuta dai 5 Stelle.

Infine non si voterà, come annunciato ieri in tarda serata, per l’elezione del `laico´ Csm tornata in ballo dopo la dichiarazione di ineleggibilità per la candidata in quota Pd, Teresa Bene.

Ora la palla torna in mano ai leader di Pd e Fi, che dovranno trovare una intesa per una larga maggioranza su nomi che possano far convergere anche i voti della Lega e di Sel. Il compito, a questo punto, è davvero arduo. L’impressione è che per riuscire nell’impresa la conditio sine qua non sia la sostituzione di Violante.

Francesco Mancuso

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