Burkina Faso, presidenza al numero 2 dei pretoriani

Burkina Faso, presidenza al numero 2 dei pretoriani

Nuovo colpo di scena – Il numero due dell’ex guardia presidenziale, Isaac Zida, ha dichiarato “sorpassate” le dichiarazioni di Nabèrè Honorè Traorè, capo di Stato maggiore delle forze armate, dopo una lunga sparatoria avvenuta nei pressi del palazzo presidenziale. “Assumo d’ora in poi le responsabilità di capo transitorio e di capo dello Stato per assicurare la continuità dello Stato e una transizione democratica tranquilla” ha dichiarato Zida in un discorso televisivo, precisando che Compaorè si trova in un luogo sicuro per la sua integrità fisica e morale.

La giornata di ieri – Il presidente Blaise Compaorè alla fine si è dimesso. Dopo giorni di manifestazioni e proteste molto dure, l’uomo che ha tenuto nelle proprie mani il potere per 27 anni, ha ammesso: “Dichiaro il potere vacante, con l’intenzione di preservare la pace sociale e le conquiste democratiche. Ci sarà una transizione che dovrà sfociare in elezioni libere e trasparenti entro 40 giorni”. Il nuovo leader, in attesa delle elezioni, è il capo dello Stato maggiore delle forze armate, Nabèrè Honorè Traorè.

Il racconto del Burkina Faso nel caos – Le proteste e gli scontri di due giorni fa, contro l’intenzione del presidente Compaoré di estendere il suo potere (già lungo 27 anni) per un altro mandato, hanno mietuto 30 vittime e oltre 100 feriti. Già tre giorni fa, il popolo aveva manifestato proprio contro la riforma costituzionale che avrebbe permesso al presidente di ricandidarsi altre tre volte e di rimanere quindi al potere per altri 15 anni (5 anni a mandato). I manifestanti sono stati dispersi dagli agenti di polizia dopo aver invocato di lasciare intatto l’articolo 37, sul limite dei mandati, anche perché l’articolo 23, invece, vieta le revisioni costituzionali volte a impedire il cambiamento politico, come ha ricordato il ministro degli esteri francese, Romain Nadal, interessato al Burkina Faso, dove la Francia ha una base militare per la lotta agli islamisti nel Sahel.

Ieri, la protesta è degenerata nel golpe militare e il parlamento è stato bruciato da una folla di manifestanti: il capo di Stato maggiore delle forze armate, Nabèrè Honorè Traorè, ha comunicato che l’esercito ha imposto il coprifuoco notturno, lo scioglimento del governo e dell’Assemblea nazionale. Infine, hanno annunciato un esecutivo di transizione di 12 mesi aperto a tutte le realtà politiche. Il portavoce dell’opposizione Sankara ha parlato di “colpo di stato” e ha richiesto a Traorè di agire negli interessi del popolo e ha precisato che la rinuncia al potere di Compaorè è una richiesta “non negoziabile”. Anche oggi, i migliaia di manifestanti stanno facendo sentire la propria voce per le strade della capitale, chiedendo le dimissioni immediate di Compaorè, che cerca di resistere e non è ancora stato allontanato dai militari. I manifestanti hanno assaltato la sede dello Stato maggiore delle forze armate per chiedere le dimissioni di Traorè, considerato troppo vicino a Compaorè, e hanno più volte invocato il nome di Louguè, un generale vicino al popolo che però sarebbe stato arrestato mentre cercava di unirsi ai manifestanti.

La situazione è quindi ancora completamente nel caos, e le parole di Compaorè non aiutano: “cederò il potere dopo la transizione”. Il presidente ha dichiarato di non volersi dimettere, ma anche di aver ritirato la bozza sulla controversa legge. Compaorè ha concluso dicendo che “al termine della transizione lascerò il potere al presidente democraticamente eletto”.

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