Bari, contestato il ministro Giannini

Bari, contestato il ministro Giannini

Il ministro dell’Istruzione Giannini è stato contestato oggi dagli studenti dell’Istituto Majorana di Bari. Circa duecento ragazzi, fra quelli iscritti all’Istituto o provenienti da altre scuole, compresi gli studenti dell’Uds, hanno esposto fuori dalla scuola striscioni contro la buona scuola e il sovraffollamento delle aule.

“Una riforma della scuola che introduce i privati all’interno delle scuole, che afferma che la scuola è fondata sul lavoro invece che sulla conoscenza e che esalta la competitività non avrà mai il nostro consenso. La consultazione in atto è in realtà una farsa! Basta propaganda, non c’è la reale volontà di ascoltare gli studenti”  ha detto Arianna Petrosino dell’Unione degli Studenti Bari. “Lo striscione che abbiamo esposto recita ‘I DIRITTI NON SI MERITANO, VOGLIAMO ISTRUZIONE GRATUITA E REDDITO’. Riteniamo scandaloso che nel piano scuola non si faccia parola del diritto allo studio. Abbiamo consegnato al ministro una copia dell’AltraRiforma e dello statuto degli studenti in stage, proposte elaborate nel corso degli ultimi anni nelle scuole e nelle piazze” ha aggiunto Petrosino.  “Il ministro non ha risposto a nessuna delle critiche -continuano gli studenti -. Da una parte afferma di voler ascoltare gli studenti, nella realtà si rifiuta di darci risposte. Giannini ha soltanto affermato che il piano scuola non parla di privatizzazione ma solo di responsabilità dei privati e ha ribadito l’importanza dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie. “Non sono intenzionata a rispondere” sono state le parole del ministro alle critiche circa la consultazione”. “Dentro le stanze del MIUR hanno già pronto l’articolato che raccoglie le linee guida del Piano Scuola”  afferma poi Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti . “Il Ministro nell’ultimo incontro con Il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche ha presentato i titoli del ddl. Nessuno ci venga più a dire che la consultazione è realmente democratica: il Governo non ha intenzione di cambiare sostanzialmente le linee guida. Gli studenti costruiranno piazza dopo piazza, dal 25 ottobre al 14 novembre, l’alternativa al modello di scuola e di Paese costruita da Renzi” conclude.

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