Addio a Mare Nostrum. L’Arci non ci sta

Addio a Mare Nostrum. L’Arci non ci sta

In un anno ha permesso il salvataggio di circa 100 mila immigrati e l’arresto di circa 500 scafisti: è questo il bilancio di Mare Nostrum, iniziativa tutta italiana nata per la gestione dei flussi migratori nel Mar Mediterraneo che oggi chiude i battenti, in coincidenza con la nascita di Triton, l’operazione europea nata “con lo scopo di salvare vite umane e controllare le frontiere”, come dichiarato dal direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez. Molte associazioni italiane hanno chiesto il proseguimento dell’operazione Mare Nostrum, mentre Angelino Alfano è stato categorico: “Da domani parte una nuova operazione che si chiamerà Triton, in coincidenza della quale si conclude Mare Nostrum”. Il ministro dell’Interno ha continuato parlando di costi: “Mare Nostrum è costata 114 milioni di euro, centomila al giorno. A Triton aderiscono molti paesi europei, il costo è stimato intorno ai 3 milioni di euro a carico di Frontex e dei Paesi europei”. In conclusione, Alfano ha ribadito l’orgoglio “per il lavoro di tutti coloro che hanno consentito di salvare vite umane e di proteggere Lampedusa, diventata un’isola più protetta” e ha dichiarato che ora bisogna avere coraggio “nel fare un’altra scelta, quella di campi profughi e zone d’accoglienza e richiesto di asilo in Africa”.

In coro, l’Arci e altre associazione tra cui la Acli, Asgi, Caritas, Centro Astalli e Cgil, come detto, hanno chiesto di “rifinanziare Mare Nostrum”, poiché “se dall’inizio dell’anno si contano più di 3 mila morti – ha dichiarato il vicepresidente Arci Filippo Miraglia – con la fine della missione si arriverà a decine di migliaia di vittime che peseranno sullo Stato italiano”. Il responsabile dell’immigrazione della Caritas, Oliviero Forti, ha spiegato il grande limite di Triton: “si svolgerà solo a poche miglia dalle nostre coste, a differenza dell’operazione italiana”. Sulla faccenda si è espressa anche Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil: “chiudere Mare Nostrum sarebbe un tragico errore. Gli immigrati in gran parte arrivano dalla Siria e dall’Eritrea, cioè da zone di guerra e sono in fuga da violenze e fame. Sono rifugiati e richiedenti asilo che hanno il diritto di ricevere protezione umanitaria. Triton non ha la missione del soccorso, bensì quella della difesa delle frontiere”. Lamonica ha anche espresso una proposta sul tema: “bisogna costruire canali di accesso legale in Europa e assumere quella dell’asilo e della protezione umanitaria come una delle questioni centrali. Il nostro Paese non deve smettere di svolgere un ruolo di civiltà e umanità rappresentato da Mare Nostrum”.

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