Zingaretti: “L’articolo 18 va modificato”

Zingaretti: “L’articolo 18 va modificato”
“Io penso che la riforma del lavoro vada fatta, così come quella dello Statuto dei lavoratori e anche le modifiche all’articolo 18. Bisogna trovare un punto di sintesi, che secondo me è chiarissimo: non si può più difendere il posto di lavoro a prescindere se esiste, se è finto o se è sostenuto da imprenditori o da spesa pubblica”. E questo quanto dichiarato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha presentato le politiche attive del lavoro, in una regione che registra diverse aree di crisi. “Non si può neanche scappare, lasciando le persone, imprenditori, lavoratori o disoccupati soli – ha aggiunto Zingaretti- Bisogna invece costruire nuove politiche vicine alla persona, e quindi far sentire che anche le modifiche all’articolo 18 non significano abbandonare le persone. Ma, come abbiamo fatto oggi, bisogna trovare le risorse affinché nascano nuove politiche per il lavoro vicine alle persone. Io credo che dentro questa impostazione si possa davvero fare tutto, e io mi auguro che senza ‘impicci’, ma con la chiarezza dovuta, si arrivi a una posizione unitaria, perché i margini ci sono tutti. Credo che tutti siamo mossi dallo stesso spirito. Sono orgoglioso che il Lazio su questo possa diventare un esempio italiano – ha concluso – Oggi con questi soldi che abbiamo trovato, con le nuove politiche per il lavoro stiamo dimostrando che crediamo nella flessibilità, ma anche nella necessità di investire sull’altra parte, quella della sicurezza. La flexsecurity senza security è solo ‘flex'”. Poi le motivazioni che hanno spinto Zingaretti ad assumere una posizione, più vicina a Renzi che a Bersani e sinistra del partito: “Noi crediamo non sia più possibile difendere a oltranza il posto di lavoro a prescindere dalla sua forza, se è di un’azienda bollita, finanziata o assistita, ma va difesa la persona che c’è dietro a quel posto di lavoro. Quindi, gli investimenti devono essere indirizzati a non lasciare solo l’individuo, il lavoratore o la lavoratrice – ha aggiunto -promuovendo una forte innovazione e finanziando politiche che rimettono al centro il diritto della persona a formarsi e a lavorare. Senza fuggire e senza rifugiarsi nell’assistenzialismo”. Il Presidente della Regione ha poi illustrato le linee guida destinate, almeno nelle buone intenzioni, a portare effetti benefici nell’asfittica situazione occupazionale del Lazio: “Per produrre lavoro – ha detto Zingaretti- c’è bisogno di investimenti, ma accanto ad essi, è necessario costruire una cosa che nel Lazio non c’era: politiche attive per il lavoro. Non si può continuare a vivere senza regole o con regole di 30 o 40 anni fa. La conferenza di oggi sintetizza quali sono le politiche attive messe in campo da questa amministrazione per favorire lo sviluppo della nostra Regione”. Zingaretti ha anche annunciato come la Regione stia “organizzando per dicembre una grande conferenza sulla reindustrializzazione del Lazio, per sapere su quali settori investiremo da qui al 2020 e per capire cosa significhi oggi, ad esempio, green economy e impegno su disastri idrogeologici. Dobbiamo ripensare un nuovo sistema produttivo che crei lavoro senza distruggere il pianeta, non arrenderci e non conservare, ma innovare e affrontare i problemi. L’enormità dei problemi deve portare con se’ il dubbio sul da farsi, ma quando si decide, anche con la concertazione decidente, bisogna mettere in campo le idee che ci sono. Infine, stiamo costruendo un rapporto nuovo e inedito tra pubblico e privato: ci sono Regioni che hanno dato tutto al privato o hanno tenuto tutto nel pubblico, sono due atteggiamenti sbagliati. Bisogna costruire una rete che sia la sintesi giusta (con il pubblico che mantiene la governance e il controllo) e poi chiamare i migliori d’Italia per operare e mantenere viva la competizione e il merito. C’è ancora molto lavoro da fare, – ha concluso – ma non ci fermeremo. Abbiamo invertito la tendenza e quindi, in controtendenza con il sistema nazionale, ricollochiamo il Lazio nella sua giusta dimensione ed ora vogliamo consolidare il risultato per riuscire a cambiare tutto”.
Poi nel dettaglio i numeri dell’impegno dell’attuale Giunta e della sua maggioranza di centrosinistra. Saranno, infatti, più di 100 i milioni di euro che entro il 2014 arriveranno per il sostegno dell’occupazione. Si tratta del cosiddetto Jobs Act regionale. Sono 66 i milioni di investimento per “Garanzia Giovani”, il progetto europeo di accompagnamento al lavoro dedicato ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni. Sei milioni di euro per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, che permette ai giovani tra i 18 ai 29 anni di imparare un mestiere. Punta di diamante del Jobs Act regionale il progetto “Torno Subito” che, con un finanziamento di 5,4 milioni farà partire 500 ragazzi entro la fine del 2014 per acquisire un’esperienza lavorativa o formativa in Italia o all’estero. 3 milioni sono invece dedicati alla “Staffetta generazionale”, per favorire l’accesso dei giovani al mondo del lavoro in un’ottica di solidarietà tra le generazioni. Ed ancora sono poi due le misure dedicate ai disoccupati over 30: 7,8 milioni per la loro formazione e la ricollocazione e 6 milioni per finanziare il Fondo Europeo di adeguamento alla Globalozzazione dedicato alla ricollocazione del 1146 ex lavoratori della Videocon. Oltre a “Torno Subito”, per la formazione sono stati stanziati 10,5 milioni per la formazione aziendale on-demand e 2 milioni per la realizzazione di corsi finalizzati all’assunzione di disoccupati e inoccupati. 900 mila euro è invece lo stanziamento dedicato ai tirocini per disabili, 1 milione 750 mila euro per promuovere l’occupazione nel settore dei servizi alla persona, 80mila euro finanzieranno il protocollo contro le discriminazioni ed un milione e mezzo il Fondo europeo integrazione e l’Oso (Orientamento sostegno all’occupabilità) dedicati agli extracomunitari. Infine, la Regione ha stanziato un milione e mezzo di euro a sostegno dell’occupazione femminile, alla maternità e alla paternità ed un milione e 290 mila euro per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per quanto riguarda la nuova programmazione dei fondi Ue 2014-2020, 80 milioni costituiranno un sussidio in attuazione di percorsi per la ricerca di lavoro e 60 milioni andranno a finanziare il contratto di ricollocazione”.
Fonte Redazione

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