Stato d’allerta in Italia

Stato d’allerta in Italia

Le analisi degli esperti in sicurezza ed intelligence, non possono che lanciare un grido d’allarme, dopo l’escalation criminale che si è concretizzata con il brutale omicidio dell’ostaggio francese in Algeria. A Roma, malgrado le rassicurazioni di padre Lombardi, responsabile della Sala Stampa Vaticana, le misure attorno allo Stato simbolo della cristianità, sono state più che rafforzate. Oltre che per le udienze del Pontefice, polizia italiana e gendarmeria vaticano, vigilano con più assiduità sugli accessi che portano attraverso il Colonnato e le due Porte (Damaso e Sant’Anna ndr) all’interno dello Stato Vaticano. E come per Roma, a confermare l’elevatissimo livello di rischio attentati è lo stesso Capo della Polizia di New York, Bill Bratton che parla apertamente “di uno dei periodi più pericolosi mai visti dall’11 settembre di tredici anni fa. La minaccia  in questo Paese, in questa città è destinata sfortunatamente ad aumentare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”. Dunque, malgrado le offensive lanciate dalle aviazioni americana e francese, l’attacco del terrorismo islamista, potrebbe rivolgersi, attraverso cellule dormienti, anche nei territori americani e del vecchio continente. Non a caso, dopo le rigorose misure prese dalle autorità nazionali italiane intorno allo Stato Città del Vaticano, l’attenzione viene estesa nel resto del territorio nazionale italiano, nel tentativo di intercettare ogni possibile rischio di affiliazione di cellule islamiste presenti in Italia, con i criminali dell’Isis. Specifiche attenzioni sono state messe a regime da parte delle forze dell’ordine e dell’antiterrorismo, per i cosiddetti obiettivi sensibili. Inutile farne l’elenco, ma tra questi ci sono certamente le doppie ambasciate che hanno sede a Roma, i consolati, gli Istituti di rappresentanza di varie Nazioni considerate come obiettivo ed anche, aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane. Si tratta, dunque, di una guerra che potrebbe giocarsi anche fuori dallo scacchiere iracheno-siriano. Le minacce ricevute sono certamente serie ed altrettanto seri sono i nemici che le hanno lanciate.

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