Siria, quinta notte di bombardamenti

Siria, quinta notte di bombardamenti

E’ la quinta notte di bombardamenti in Siria. Attorno alla mezzanotte, secondo l’emittente televisiva araba Al Arabiya, gli americani avrebbero bombardato almeno 18 volte la città di Raqqa, roccaforte dei miliziani dell’Isis. Nonostante gli evidenti danni, il Califfato tiene botta: il comandante in capo delle forze armate statunitensi, il generale Martin Dempsey, ha affermato che i raid stanno indebolendo lo Stato Islamico, ma non sono sufficienti a sconfiggerlo totalmente. Servirebbe, secondo il generale, una più attiva campagna di terra, schierando in prima linea almeno 15mila combattenti, appartenenti all’opposizione moderata di Damasco. Il comando americano ha ribadito ancora una volta che non ci sarà nessun coinvolgimento di truppe americane né in Siria né tantomeno in Iraq. Al momento i raid di questa settimana hanno permesso di distruggere alcuni centri di comando fondamentali per l’Isis, intaccando anche il suo portafoglio in seguito alla distruzione di alcune raffinerie di petrolio che garantivano circa un milione di dollari al giorno. La strategia americana mira proprio a isolare i vari gruppi combattenti dell’Isis, tagliando loro rifornimenti e rinforzi, e spazzando via la loro struttura comunicativa, evitando in questo modo la possibilità di una controffensiva compatta. Allo stesso tempo, per ottenere progressi concreti nelle operazioni è necessaria una chiara linea politica. Anche il Regno Unito si aggregherà alla Coalizione contro l’Isis, che al momento conta circa una quarantina di Paesi quasi tutti del Medio Oriente. Ieri, il Parlamento britannico ha approvato la partecipazione di Londra ai raid aerei, verranno inviati alcuni caccia Tornado. “Sarà una missione che non durerà qualche settimana, ma anni. Dobbiamo essere pronti a questo tipo di impegno”, ha detto il primo ministro britannico David Cameron.  Intanto Belgio, Olanda e Danimarca hanno fatto sapere che si impegneranno ad inviare alcuni caccia F-16. I primi due paesi contribuiranno con sei apparecchi, mentre il terzo con sette. A oggi sono entrati a far parte della Coalizione circa 40 paesi, di cui molti dell’area mediorientale.

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