Scozia: vince il “no” e Alex Salmond si dimette

Scozia: vince il “no” e Alex Salmond si dimette

La Scozia resta nel Regno Unito. Alla fine di una convulsa nottata il verdetto è arrivato: hanno vinto i “No” con il 55,4%, gli indipendentisti si sono fermati al 44,6%. Quasi undici punti di distanza, un risultato che va anche al di là delle previsioni della vigilia. Gli scozzesi rinunciano all’indipendenza, il Patto di Unione resta saldo. Estremamente soddisfatto il premier David Cameron. “Uniti siamo migliori” ha commentato al termine dello spoglio. Cameron ha promesso chpoi che entro gennaio sarà prodotta una bozza di leggi per la devoluzione della Scozia, garantendo più autonomia anche a Inghilterra, Iralnda del Nord e Galles. Dall’altra parte, invece, la sconfitta del “sì” ha portato alle dimissioni del leader indipendentista Alex Salmone. Nella conferenza stampa in cui ha ammesso la sconfitta ha motivato così la sua decisione: “Oggi Cameron si è rifiutato di impegnarsi per una seconda lettura a Westminster di una legge per maggiori poteri alla Scozia entro il 27 marzo 2015”, riferendosi alla promessa fatta da Gordon Brown nel corso della campagna referendaria.

Sondaggi– La vittoria dei contrari all’indipendenza conferma in parte le previsioni della vigilia. Le rilevazioni effettuate questa settimana, infatti, davano gli unionisti in vantaggio 45 contro 41 per cento secondo Icm per Scotman; 49% contro 45% per Daily Mail; 52% contro 48% per il Daily Telegraph.

Ore frenetiche– Il “Voting Day” ha avuto inizio ieri mattina alle 8, all’apertura delle cabine elettorali. Oltre quattro milioni di scozzesi si sono recati alle urne, non senza qualche inconveniente: fonti brittanniche parlano di due arresti per aggressioni fuori dai seggi, a Glasgow e Clydebank. Al di sotto delle aspettative l’affluenza, che ha superato di poco l’80%.

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